«Un ponte mobile sul Tresinaro per i pedoni e per le biciclette»
Proposta di Santoro per i disagi a Iano. E sul quartiere Cappuccini: «Un patatrac la chiusura del passaggio a livello. Il valore degli immobili è calato del 10-15%»
SCANDIANO. «Dobbiamo dare risposte sulla viabilità del quartiere Cappuccini e sul ponte chiuso a Iano. Scandiano è divisa in due. Se queste non sono emergenze, quali lo sono?».
Parla di due temi decisamente sentiti dagli abitanti scandianesi, l’ex candidato sindaco del centrodestra Angelo Santoro, ora consigliere di opposizione in gruppo assieme ad Alessandro Zanni.
Da un lato il traffico e il relativo inquinamento nel quartiere Cappuccini-Bisamar, quello maggiormente coinvolto dalla chiusura del passaggio a livello della stazione ferroviaria di Scandiano. Dall’altro, il ponte sul Tresinaro che collega Ca’ de Caroli e Iano, chiuso da giugno dopo un controllo sulla stabilità che ha mostrato problemi al pilone centrale della struttura.
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In campagna elettorale Santoro aveva messo la riapertura del passaggio a livello, chiuso per ottemperare a un accordo con Fer relativo alla sistemazione della stazione, come una delle priorità. «Ne ho parlato in campagna elettorale e ora voglio confrontarmi di nuovo coi cittadini. Il 10 settembre organizzeremo un’assemblea pubblica nel quartiere», annuncia Santoro.
«Ci siamo spesi molto sulla Scandiano divisa in due, ora voglio discutere di questo tema in consiglio comunale ed è doveroso quindi fare un pre-passaggio, adesso che ricominciano le scuole e tornerà il traffico», spiega ancora.
Fra i temi, oltre all’aumento del transito di auto con conseguenti problemi di sicurezza, tranquillità e inquinamento, vi è anche la possibile perdita di valore degli immobili: «Secondo verifiche fatte da esperti del settore, da quando c’è la chiusura gli immobili nella zona del quartiere hanno perso un valore medio attorno al 10%, 15%», sostiene Santoro.
«Qualche famiglia, esasperata dalla situazione, ha preso in considerazione di trasferirsi in altre zone di Scandiano, e così facendo si è accorta della svalutazione del proprio appartamento attorno a quelle percentuali. Il discorso è valido anche per le aziende, senza considerare la questione inquinamento».
In pratica, «è come dover pagare una tassa aggiuntiva, fra spese extra di benzina, difficoltà e svalutazione degli immobili».
E pure il sottopasso ferroviario ampliato negli anni non convince: «Non si capisce molto quale sia l’utilità – dice Santoro – non si capisce se è per auto, per pedoni o che. C’è la stazione vicina, ci sono questioni legate alla sicurezza».
Si passa poi al ponte sul Tresinaro: «I cittadini delle due frazioni ora devono fare giri molto lunghi per passare dai due lati; prima erano solo due passi a piedi o in bici. Il Comune ha annunciato finanziamenti e interventi in tempi brevi, nessuno discute la buona volontà ma la realtà è che due importanti aree di Scandiano sono divise. E io non credo – precisa il consigliere – che i tempi saranno così brevi».
le soluzioni
Quali possono essere le soluzioni? «La soluzione ideale certamente non c’è, perché il patatrac ormai è stato fatto, ma almeno, ascoltando i cittadini, possiamo essere utili in maniera concreta», riflette Santoro. «Si possono attivare i fondi di emergenza, visto che i Cappuccini lo sono. È come in ospedale, quando c’è un intervento programmato, perché il paziente non sta bene ma si può attendere. A volte, ci sono situazioni da 118, da pronto soccorso, e la zona Cappuccini e quella del ponte sono da 118: il consiglio comunale ha l’obbligo di intervenire».
Nel concreto, per il ponte Santoro propone l’installazione di «un ponte mobile o un collegamento temporaneo che permetta almeno l’accesso a piedi o magari in bicicletta. A Scandiano erano disponibili anche tante biciclette elettriche. Siamo nell’epoca della iper-tecnologia, non c’è possibilità di trovare una risposta provvisoria? Anche perché non sono convinto che entro l’autunno il ponte sarà a posto». E quindi, anticipa, «chiederò un piano di emergenza pedonale-ciclabile. Con un ponticello e la revisione della spesa del sottopasso della stazione, magari si può dare un minimo di sfogo e conforto». —
Adriano Arati
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