Gazzetta di Reggio

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Sanità 

Al vaglio dei sindacati ticket, dispositivi e farmaci oncologici

Roberto Fontanili

Ieri l’incontro con l’Ausl in attesa della conferenza territoriale «Non ci saranno rallentamenti al piano delle assunzioni»

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Il confronto sulla previsione di buco di 19 milioni di euro in capo all’Ausl reggiana verrà al pettine nella riunione della Conferenza territoriale socio-sanitaria (Ctss) che Cgil, Cisl e Uil hanno formalmente chiesto, ma già dall’incontro di ieri tra Ausl e sindacati di categoria del comparto sanità è emerso come l’abolizione del ticket, (che ha determinato un aumento delle prestazioni richieste e un incremento della spesa sanitaria di circa il 25%), il costo dei farmaci e dei trattamenti oncologi e le terapie innovative (come nel caso della cura del diabete), siano tra le cause che hanno fatto lievitare la spesa sanitaria. Anche se ricordano i sindacati «si tratta di un deficit che non arriva al 2% del bilancio complessivo».

Manca ancora la data, ma i tempi per la convocazione della Ctss presieduta dal presidente della Provincia, Giorgio Zanni, non saranno lunghissimi. Quella sarà la sede in cui Cgil, Cisl e Uil discuteranno non solo dei conti della sanità pubblica reggiana, ma anche delle ricadute sui cittadini delle misure assunte dall’Ausl per un riportare in pareggio il bilancio a fine anno. O, perlomeno, contenere le perdite.

Quello di ieri invece era un incontro già fissato per continuare la trattativa sulla contrattazione decentrata dei lavoratori, a cui era presente per l’Ausl solo il responsabile delle relazioni sindacali, Monica Perazzi. Per cui è stata rinviata anche la discussione tra sindacati e Ausl sull’impatto che alcune delle misure tampone assunte – come l’allungamento del periodo di chiusura di un blocco operatorio, la diminuzione dei posti letto in alcuni reparti ospedalieri nel periodo estivo e la riduzione delle scorte dei farmaci – avranno sulla popolazione. Rispetto all’incontro di ieri, Cgil e Cisl hanno confermato di aver avuto la rassicurazione che «non ci saranno rallentamenti rispetto al piano di assunzioni». Ma il tema, uscendo da una visione esclusivamente “corporativa”, è più articolato, partendo proprio dalla valutazione emersa secondo la quale «si è di fronte ad un aumento della spesa farmaceutica e delle prestazioni richieste del 25% a seguito dell’eliminazione del ticket», aggiungendo «che il bilancio risente anche del fatto che rispetto al passato l’acquisto di apparecchiature e tecnologia non può più essere ammortizzato in più esercizi».

Così come non è secondario per i conti che la stabilizzazione di medici porti con sé un aumento dei costi a carico dell’Ausl. Che – ricorda Gennaro Ferrara della Cisl – ha stabilizzato 300 persone tra infermieri tecnici e una settantina di medici: «Un’operazione che vede la azienda reggiana al primo posto in regione per quanto riguarda il numero di contratti a tempo indeterminato, con 5150 unità su 5.367 dipendenti».

Un operazione che ha richiesto l’investimento di qualche milione di euro. «La nostra preoccupazione – dice il segretario Fp-Cgil Maurizio Frigeri – è che il programma di assunzioni e stabilizzazioni vada avanti. La questione del deficit non va presa sottogamba, ma siamo stati rassicurati e ci è stato riferito che non ci sono particolari segnali d’allarme. Si tratta di un percorso molto complesso, dopo nove anni di blocco contrattuale e dopo l’unificazione delle due realtà aziendali che ha comportato l’armonizzazione dei due contratti integrativi e la nascita di nuovi incarichi e tipologie di carriera». Ferrara torna invece sul paradosso della sanità reggiana: «Non sono in discussione i posti di lavoro, gli stipendi e l’utilizzo dei lavoratori precari che stanno andando in esaurimento, ma a mancare è circa il 30% dei medici con diversi concorsi che vanno deserti». —



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