Al vaglio dei sindacati ticket, dispositivi e farmaci oncologici
Ieri l’incontro con l’Ausl in attesa della conferenza territoriale «Non ci saranno rallentamenti al piano delle assunzioni»
Il confronto sulla previsione di buco di 19 milioni di euro in capo all’Ausl reggiana verrà al pettine nella riunione della Conferenza territoriale socio-sanitaria (Ctss) che Cgil, Cisl e Uil hanno formalmente chiesto, ma già dall’incontro di ieri tra Ausl e sindacati di categoria del comparto sanità è emerso come l’abolizione del ticket, (che ha determinato un aumento delle prestazioni richieste e un incremento della spesa sanitaria di circa il 25%), il costo dei farmaci e dei trattamenti oncologi e le terapie innovative (come nel caso della cura del diabete), siano tra le cause che hanno fatto lievitare la spesa sanitaria. Anche se ricordano i sindacati «si tratta di un deficit che non arriva al 2% del bilancio complessivo».
Manca ancora la data, ma i tempi per la convocazione della Ctss presieduta dal presidente della Provincia, Giorgio Zanni, non saranno lunghissimi. Quella sarà la sede in cui Cgil, Cisl e Uil discuteranno non solo dei conti della sanità pubblica reggiana, ma anche delle ricadute sui cittadini delle misure assunte dall’Ausl per un riportare in pareggio il bilancio a fine anno. O, perlomeno, contenere le perdite.
Quello di ieri invece era un incontro già fissato per continuare la trattativa sulla contrattazione decentrata dei lavoratori, a cui era presente per l’Ausl solo il responsabile delle relazioni sindacali, Monica Perazzi. Per cui è stata rinviata anche la discussione tra sindacati e Ausl sull’impatto che alcune delle misure tampone assunte – come l’allungamento del periodo di chiusura di un blocco operatorio, la diminuzione dei posti letto in alcuni reparti ospedalieri nel periodo estivo e la riduzione delle scorte dei farmaci – avranno sulla popolazione. Rispetto all’incontro di ieri, Cgil e Cisl hanno confermato di aver avuto la rassicurazione che «non ci saranno rallentamenti rispetto al piano di assunzioni». Ma il tema, uscendo da una visione esclusivamente “corporativa”, è più articolato, partendo proprio dalla valutazione emersa secondo la quale «si è di fronte ad un aumento della spesa farmaceutica e delle prestazioni richieste del 25% a seguito dell’eliminazione del ticket», aggiungendo «che il bilancio risente anche del fatto che rispetto al passato l’acquisto di apparecchiature e tecnologia non può più essere ammortizzato in più esercizi».
Così come non è secondario per i conti che la stabilizzazione di medici porti con sé un aumento dei costi a carico dell’Ausl. Che – ricorda Gennaro Ferrara della Cisl – ha stabilizzato 300 persone tra infermieri tecnici e una settantina di medici: «Un’operazione che vede la azienda reggiana al primo posto in regione per quanto riguarda il numero di contratti a tempo indeterminato, con 5150 unità su 5.367 dipendenti».
Un operazione che ha richiesto l’investimento di qualche milione di euro. «La nostra preoccupazione – dice il segretario Fp-Cgil Maurizio Frigeri – è che il programma di assunzioni e stabilizzazioni vada avanti. La questione del deficit non va presa sottogamba, ma siamo stati rassicurati e ci è stato riferito che non ci sono particolari segnali d’allarme. Si tratta di un percorso molto complesso, dopo nove anni di blocco contrattuale e dopo l’unificazione delle due realtà aziendali che ha comportato l’armonizzazione dei due contratti integrativi e la nascita di nuovi incarichi e tipologie di carriera». Ferrara torna invece sul paradosso della sanità reggiana: «Non sono in discussione i posti di lavoro, gli stipendi e l’utilizzo dei lavoratori precari che stanno andando in esaurimento, ma a mancare è circa il 30% dei medici con diversi concorsi che vanno deserti». —
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