Domenica il patto d’amicizia tra i Comuni di Canossa e Orval
Lo firmeranno i due sindaci. Secondo la leggenda, Matilde nella località belga smarrì nell’acqua l'anello nuziale, poi restituito da una trota, e costruì l’abbazia
CANOSSA. Sarà una rievocazione storica con un ampio respiro europeo, quella che si terrà a quest’anno a Ciano. il filo conduttore della manifestazione in programma nel weekend sarà proprio lo stretto rapporto con il Belgio, la storia della sua abbazia matildica e del gemellaggio con il Comune di Florenville.
Giunta alla ventinovesima edizione, la rievocazione storica canossana, promossa dal Comune e dalle contrade di Canossa, quest’anno si svolge «nel segno di Orval» – come recita la locandina della manifestazione – da domani a domenica 1 settembre.
Proprio domenica, alle 10.30 al teatro comunale “Matilde di Canossa” di Ciano d’Enza sarà ufficializzato il solenne patto d’amicizia con il Comune di Florenville, in cui ha sede l’abbazia Notre-Dame d’Orval. Saranno presenti i sindaci delle due cittadine: Florenville e Canossa. Nella località belga risiedeva la Grancontessa Matilde appena sposata con Goffredo il Gobbo, duca di Lorena), mentre Canossa è nota in tutto il mondo quale luogo della storica umiliazione dell’imperatore Enrico IV.
Jacques Gigot, sindaco di Florenville, accompagnato da una delegazione, restituisce la visita fatta due anni fa dal sindaco Luca Bolondi a Orval. Domenica firmeranno il patto di amicizia tra i due Comuni. Per l’occasione verrà conferita la cittadinanza onoraria a Cesare Assolari, da alcuni anni consulente culturale dell’abbazia-birreria trappista di Orval in Italia, che presenterà il suo libro “Da Matilde di Canossa alla birra trappista”.
Il filo conduttore di questi tre giorni sarà quindi lo stretto rapporto con il Belgio, la storia della abbazia matildica di Orval e il gemellaggio con il Comune di Florenville.
Una folta rappresentanza europea contraddistinguerà il corteo della manifestazione: dal gruppo dei cavalieri di Orval all’ambasciatore del Belgio, alla loro confraternita che da tanti anni diffonde in Europa il simbolo matildico della trota con l’anello in bocca, che apparteneva a Matilde e che fa parte di una leggenda che la riguarda.
«Ci lega a Orval – commenta Clementina Santi, assessore alla cultura e turismo di Canossa – la leggenda dell’anello e la stessa storia, di cui siamo debitori allo storico e studioso Paolo Golinelli, riguardante l’abbazia di Orval, che assieme a Marola e delle cento chiese costruite da Matilde, sono le uniche di sicura fondazione. Nel 1070-71, quando Matilde andò ad Orval e perse la figlia appena nata, la leggenda dice che perse anche l’anello nuziale nell’acqua; anello che poi venne recuperato da una trota, che glielo riportò tenendolo in bocca. Questo diventerà anche il simbolo della birra trappista più nota d’Europa. Per quanto riguarda la storia, invece, lo storico Golinellli, afferma che quando Matilde e Goffredo sciolgono i voti della promessa di matrimonio in bianco, fanno una prima donazione alla fondazione di un monastero, e sette anni dopo, quando Matilde tornerà ad Orval, farà una seconda donazione, di cui troviamo testimonianza in un documento scritto e su una lapide. Dietro a tutto questo – continua l’assessore Clementina Santi – c’è un preciso intento e progetto culturale: Canossa vuole approfondire prima di tutto il periodo lorenese di Matilde, ancora poco studiato, e inoltre parlare di una abbazia, mentre in tutta Europa si parla di quelle benedettine. Non a caso chiuderemo la giornata con una lettura di poche righe con i passi di Rumiz dal suo libro “Il filo infinito”, che è dedicato ad Orval». —
Federica Soncini
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