«Ero arrabbiato, da mesi non vedevo mia figlia»
Il marito accusato di stalking e lesioni si difende, ma il gip gli fa la ramanzina: «Deve stare lontano da moglie e bimba»
GUALTIERI. Non ha voluto rispondere alle domande del gip Giovanni Ghini, preferendo difendersi – nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia – tramite “dichiarazioni spontanee”, cioè senza un contraddittorio.
Stiamo parlando dell’operaio marocchino 26enne che è accusato di stalking e lesioni nei confronti dell’ormai ex moglie italiana (ma le sue pressioni non hanno risparmiato neppure la figlia di un anno), da qui l’applicazione nei confronti del nordafricano di due misure restrittive (l’obbligo di firma in caserma a Gualtieri e il divieto di avvicinamento all’abitazione e ai luoghi frequentati dal coniuge da cui si sta separando, visto che ad ottobre vi sarà la prima udienza).
Ieri mattina, in tribunale a Reggio Emilia, l’indagato ha riassunto quanto commesso in gesti di rabbia motivati dal fatto che da sei mesi non riusciva a vedere la bimba («Me l’ha portata via e non riesco a capire perché non posso abbracciare mia figlia»).
Per sottolineare la delicatezza della situazione creatasi, il gip Ghini ha comunque fatto una sorta di ramanzina al 26enne, mettendolo in guardia sulle conseguenze che scatterebbero nel caso non stia lontano da madre e figlia.
Al termine dell’udienza, l’avvocato difensore Carmine Migale ci tiene a stemperare i toni: «Il mio assistito è provato – spiega ai cronisti – e lo tormenta il fatto di non poter vedere la figlia. È una situazione che va ricucita, ci vorrà un po’ di tempo, ma l’obiettivo è riportare la serenità nei rapporti».
Una vicenda che ora s’incammina verso la chiusura delle indagini da parte del pm Valentina Salvi che coordina gli accertamenti dei carabinieri.
Come ricostruito dagli inquirenti, troppi dissapori fra i due coniugi e il matrimonio è pian piano scivolato in una conflittualità non più sopportabile, perlomeno così ha deciso la moglie che se n’è andata dalla casa familiare di Gualtieri insieme alla figlia di due anni.
Un allontanamento mai digerito, però, dal marito che in due episodi (a fine luglio e l’11 agosto) ha messo sotto pressione la compagna e la figlia, nel frattempo accolte dalla mamma di lei in un paese vicino della Bassa. E le minacce diventano brutali, perché il 26enne (nel secondo episodio) non esita a puntare il coltello alla gola sia della donna, sia della piccola. Una maniera assurda e violenta per cercare di ricucire un rapporto ormai dilaniato.—
T.S.
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