Ogni volta che il Paese rischia il burrone si chiede aiuto al Pd...
Il 25 agosto il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, scriveva alla Gazzetta: «Un nuovo governo deve avere un’ambizione: l’Italia deve tornare a parlare di futuro. Si provi a riunire il Paese, contando sulla forza del sistema delle città, dei comuni, anche di quelli più piccoli, nei quali la parola comunità continua ad essere viva e concreta nella cittadinanza attiva.
L’Italia è un paese che rischia di perdersi; va preso per mano e riportato a casa, attraverso l’educazione, i giovani, la cultura. Argomenti derubricati dal sovranismo. Tutto questo sarebbe una grossa svolta e una vera discontinuità».
L’auspicio, molto epslicito di Vecchi: «Il dialogo e l’accordo con il M5S non è scontato, perché alle spalle lo scontro tra i due partiti è stato vero, duro, a volte fin troppo. Ma uno sbocco fallimentare di questo tentativo lascerebbe sul campo l’assenza di credibili progetti politici alternativi, la prospettiva naturale di elezioni in una democrazia oggi molto debole».
E ancora: «Credo che un accordo faccia bene al M5S dopo la parentesi del contratto con Salvini. Sono convinto possa essere utile anche al PD che, dopo il risultato del 4 marzo di un anno fa, è ancora alla prese con una lunga, lenta e complicata transizione verso una nuova identità. Infine, c’è un dato che non può passare inosservato.
Tutte le volte in cui negli ultimi dieci anni il paese rischia il burrone, si chiede aiuto al PD e alla sua capacità di essere forza di equilibrio e stabilizzazione». —
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