Un governo in grado di fare sviluppo Con un grazie a Conte
Alla Cgil interessa principalmente «che ci sia un governo che cambi le politiche di questi anni, e non mi riferisco solo al governo Conte ma anche ai precedenti». Lo ha detto il segretario della Confederazione Generale del Lavoro, in un’intervista al Corriere della Sera.
«Ora in Europa c’è l’occasione di cambiare le politiche di austerità» aveva sottolineato. Di fronte alle offerte della Lega per ricreare l’alleanza con il M5s, Landini si era chiesto «dopo 4 mesi di litigi feroci, dopo una crisi in pieno agosto che mette a rischio i conti pubblici e blocca molte misure attese da lavoratori sull'orlo del licenziamento - che serietà potrebbe avere un simile governo, nato solo per difendere potere e poltrone». Quello che serve, per il segretario della Cgil «è un governo in grado di combattere le diseguaglianze, l’impoverimento economico e sociale con un nuovo modello di sviluppo, che riformi la pubblica amministrazione rilanciando i diritti fondamentali del lavoro e nel lavoro», che punti su economia della conoscenza, salute, rispetto dell'ambiente e su un rapporto vero con le parti sociali.
Per la guida del prossimo governo «non è compito del sindacato discutere di nomi» aveva detto Landini, riconoscendo però a Conte «coraggio politico e un profilo istituzionale importante» quando «ha messo il Paese nella condizione di sapere con trasparenza le ragioni della crisi e i problemi da affrontare». —
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