Domanda: il sondaggio della Gazzetta sui progetti lumaca influenza le scelte?
Un lettore definisce “platea socialmente limitata ma connotata” quella che ha risposto all’inchiesta della Gazzetta. Un bel dibattito
la lettera
Caro Direttore, ho letto con interesse il resoconto del vostro sondaggio, a pagina 2 dell'edizione di i mercoledì della Gazzetta.
Ho apprezzato la vostra specifica sul fatto che si tratta delle priorità di chi vi ha risposto (se ricordo bene circa 1300 soggetti), e mi auguro che vogliate accogliere le mie considerazioni anche se purtroppo somigliano molto a critiche, perché concretamente hanno invece intento propositivo.
1.La scelta fra diverse opzioni è stata fatta da chi ha: padronanza della lingua, occasione ed interesse a leggere un giornale locale, desiderio di condividere e far pesare il proprio pensiero; si tratta quindi di una platea molto limitata e (perdonate il parolone) socialmente connotata.
Lo spazio in cui abitiamo è però di tutti, e com’è evidente da questo sondaggio, le scelte politiche che lo modificheranno sono influenzate anche dal vostro operato; quel che propongo è perciò una trattazione altrettanto ampia e con pari rilevanza sulle vostre pagine di altre opinioni.
2.Ad esempio, nella città dei bambini, sarebbe sensato dare pari dignità alle priorità dei più piccoli; credo che diversi istituti abbiano nel corso degli anni fatto svolgere ai bimbi/ragazzi lavori su come vorrebbero la città, su quali sono le cose importanti per loro, e cercare una collaborazione per pubblicare questi loro elaborati, mi parrebbe un bel modo anche per radicare sempre più il vostro giornale fra i lettori di domani.
Se poi non fossero possibili pubblicazioni di lavori passati, perché non indire un sondaggio fra gli scolari?
Certo, ci vorrebbe un po’ più di lavoro, dato che non potreste “lanciarlo” semplicemente dalle vostre pagine, ma dovreste attivarvi presso le scuole, ma ne varrebbe la pena: sicuramente in quei luoghi la creatività e la voglia di fare non mancano!
3.L’automobile come mezzo di locomozione privato è suscettibile di molte critiche (Guido Viale lo spiega dettagliatamente assai meglio di me in “Vita e morte dell'automobile”, Bollati Boringhieri), e come accade per le soluzioni rapide e parziali, a prima vista pare togliere tanti ostacoli, pare che allarghi l’orizzonte delle possibilità, ma non è così.
L’esempio di costruire una tangenziale quando il traffico si congestiona è paradigmatico di questa realtà: anche se non sono numerosi (finanziare simili ricerche è interesse di pochi ahimé), ci sono studi che dimostrano come all’aumentare dei chilometri di strade, il traffico aumenta e non diminuisce.
Gli ingorghi si sposterebbero, semplicemente, non scomparirebbero, e anche quando si scorresse un po’ più rapidi, la maggiore distanza percorsa farebbe perdere il vantaggio in termini di tempo.
4.Vivete, assieme a me e a tanti altri, in una camera a gas a cielo aperto: anche senza voler dare orecchio ad ambientalisti faziosi, ci sono i numeri dei rilevamenti a dimostrarlo, e i dati sanitari a dirci che respiriamo quotidianamente tante sostanze che ci fanno male. Dato che i politici cercano di assecondare quanti più votanti possibile, snobbando i non votanti e ignorando consapevolmente ciò che farebbe perdere consensi, rimanete voi (giornalisti in generale, e Gazzetta nel locale) il canale che può invece dare voce alla realtà che coinvolge tutti, ad esempio evidenziando quotidianamente quanto piombo, polvere ecc.. è entrato nei nostri polmoni. Curiosando fra le abitudini dei lettori, poi sarebbe possibile anche diventare interattivi e coinvolgenti, magari proponendo il calcolo di come fruire di “sconti schifezze”, cioè di come diminuire la quantità di sostanze nocive con l proprio comportamento.
Se qualcuno è arrivato a leggere fin qua, grazie di cuore. Avrei preferito esser sintetico, ma "tweettando" non si comunica: si emettono slogan. —
Iso
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