Il commercio continua ancora a soffrire In calo dello 0,4%
REGGIO EMILIA. Nonostante il positivo andamento del comparto alimentare e della grande distribuzione, prosegue, anche se con minore intensità, la flessione delle vendite del commercio al dettaglio in provincia. Dopo un inizio d’anno in cui la diminuzione aveva raggiunto l’1,4%, nel secondo trimestre 2019 il calo registrato in sede fissa si è attestato allo 0,4% rispetto allo stesso periodo 2018.
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio, l’andamento è da attribuire a una crescita di tre punti percentuali della quota di imprese che, rispetto all’aprile-giugno 2018, ha rilevato un andamento positivo delle vendite, mentre si è ridotta la percentuale di intervistati che ha registrato una diminuzione.
Positivi gli andamenti delle vendite sia della grande distribuzione organizzata che del commercio al minuto alimentare. Quest’ultimo, con una crescita dell’1,3%, ritrova il segno “più” dopo diversi trimestri. Per ipermercati, supermercati e grandi magazzini, l’andamento positivo ha già caratterizzato gli ultimi nove mesi, fino a segnare un +2,1% tra aprile e giugno di quest’anno.
In controtendenza i dati degli esercizi di commercio di prodotti non alimentari, che incidono sfavorevolmente sul trend al dettaglio. L’andamento del dettaglio specializzato non alimentare continua a posizionarsi in territorio negativo, con valori più contenuti: nel secondo trimestre 2019, le vendite hanno registrato un -1,9%, dopo il -2,5% di gennaio-marzo.
Le attese dei commercianti per la seconda parte del 2019 si orientano, in due casi su tre, verso una stabilità nelle vendite, anche se il 21% ipotizza una diminuzione nei tre mesi successivi. La disaggregazione per tipologia di negozio mostra previsioni diversificate: oltre il 60% degli intervistati ritiene che, nel luglio-settembre, le vendite non subiranno variazioni, ma solo per la grande distribuzione organizzata è positivo il saldo fra chi prevede aumenti e chi contrazioni.
A fine giugno erano 4.646 le imprese del commercio al dettaglio registrate in provincia, il 2,1% in meno rispetto all’analogo periodo 2018. Quasi la metà dei dettaglianti svolge attività di commercio non alimentare (2.242 imprese; -2,3%) e 525 sono esercizi non specializzati della grande distribuzione organizzata (-3,5%); i negozi di alimentari sono 709 (-0,1%), gli ambulanti sono 770 (-6,4%), mentre l’attività di commercio al dettaglio fuori da negozi, banchi e mercati (attraverso internet o intervento di un dimostratore o distributori automatici) è svolta da 270 imprese, uniche a registrare un incremento sensibile (+10,2%) annuo. Infine sono 130 (-1,5%) le aziende di commercio al dettaglio di carburante. —
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