Gazzetta di Reggio

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Il finto Parmigiano ha invaso il mondo una guerra che vale 2 miliardi di euro

Enrico Lorenzo Tidona

Dilagano i falsi nonostante accordi, diffide e cause. Obiettivo: recuperare quote di mercato in un comparto già ai massimi

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Lo chiamano Parmesaõ in Brasile, Parmezan in Russia, Parmigio in Marocco. Ma oltre alla distanza geografica anche il gusto e la qualità sono agli antipodi rispetto a quelli che hanno fatto eleggere il Parmigiano Reggiano “Re dei formaggi italiani”, e che può essere prodotto solo nella campagna fertile che va dall’Appennino al Po, sua culla storica a cavallo tra Parma e Reggio Emilia.

Il falso Parmigiano Reggiano, infatti, ha ormai invaso il mondo, in barba al rigido disciplinare che ne tutela l’origine protetta (Dop) e agli accordi internazionali, messi ora a dura prova anche dalla guerra dei dazi innescata dagli Stati Uniti di Donald Trump, che non sta risparmiano l’agroalimentare italiano.

La sola lotta al falso “Parmesan” fuori dall’Unione Europea costa 2 miliardi e 200 milioni di euro di mancati incassi ai 329 caseifici e ai 3mila produttori certificati del prezioso latte. L’ultima battaglia il Consorzio la sta combattendo in questi giorni contro Kraft, ennesimo colosso internazionale che sta tentando di ottenere la registrazione, in questo caso del “Kraft Parmesan cheese” come marchio ufficiale in Nuova Zelanda. Un braccio di ferro fino all’altra parte del mondo e in punta di diritto, compito per certi versi improbo per l’ente di tutela, che però non arretra. «Saremo sempre in prima linea sia nelle fasi negoziali degli accordi internazionali, sia nell’esercizio delle funzioni di tutela per difendere un diritto di trasparenza che riteniamo sacrosanto per i consumatori di tutto il mondo» ha ribadito in merito Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio con sede a Reggio Emilia, avvertendo però che «per i caseifici del Parmigiano Reggiano non è facile confrontarsi con multinazionali da oltre 20 miliardi di euro. Il Consorzio è e sarà sempre dalla parte di Davide nella lotta con i giganti».

Sterilizzare i falsi e assorbire nuove quote di mercato estere è l’obiettivo di un comparto che sta comunque registrando bilanci record. Il Parmigiano Reggiano si conferma infatti il primo prodotto Dop italiano, con un giro di affari nel 2018 di 1,4 miliardi alla produzione e 2,4 miliardi di euro al consumo, con una quota export che supera il 40%. Parte di queste risorse vengono impiegate proprio per la tutela del marchio, che prevede un percorso ad ostacoli, con attività di vigilanza sempre operativa su scala mondiale per captare i nuovi casi di contraffazione.

In prima battuta il Consorzio cerca sempre accordi con i paesi di origine dei falsi, vi deposita il marchio con l’obiettivo finale di ottenere il riconoscimento anche all’estero della Dop per erigere difese simili a quelle previste in Europa, perimetro oltre il quale restano però basse. La produzione extra Ue del Parmesan è stimata infatti in 200mila tonnellate, che equivalgono a 15 volte il volume del Parmigiano Reggiano esportato. Un mercato nel mercato, con la nuova frontiera della contraffazione che si gioca ormai sul web, dove il Consorzio ha chiesto la rimozione di mille annunci alle principali piattaforme di vendita online come Amazon, Ebay e Alibaba.

Nel solo 2018 sono decine le opposizioni presentate dal Consorzio alle domande di registrazione per marchi che “suonano” italiano, e le relative diffide. Solo in Cina le opposizioni sono state presentate per i marchi Reggianito e Parmesan a nome di due ditte locali. In Marocco è stata inviata una diffida in relazione al formaggio “Parmigio”/”Parmegio” ma l’azienda ha rifiutato la consegna da parte dell’ufficiale giudiziario facendo comunque sparire il formaggio dai negozi.

Negli Stati Uniti - oltre alla produzione nel Wisconsin del Parmesan che l’americano Errico Auricchio vorrebbe esportare fino in Europa - vanno molto i grattugiati recanti il marchio Parmigiano Reggiano con tipologie “shaved”, “grated” e “shredded”. Ma gli sgambetti giungono anche da casa nostra, come il clamoroso annuncio in Italia relativo alla promozione di una “Baby Forma 12 mesi prima scelta Dop - Forma Parmigiano Reggiano 6 Kg”, poi tolto con tanto di scuse. —



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