La realtà: temi decotti da politica e burocrazia
Signor Iso, io emetto un commento sul solo punto 1 della sua lettera, e non sto a scomodare McLuhan, il sociologo che ha magistralmente analizzato l’effetto e il potere dei media.
È inevitabile che chi compra un giornale ogni mattina abbia interessi partecipativi, civili e culturali, ed è quindi come lei dice “socialmente connotato”. Quanto lei, che ha deciso di inviare alla Gazzetta questa sua opinione. Chi partecipa al confronto ha voce in capitolo.
Quella dei connotati infatti non è una “platea limitata”, perché è quella che legge, scrive, s’informa, confronta, partecipa. È la platea che conta.
La finalità della nostra inchiesta-sondaggio sui progetti lumaca è giornalistica: mantiene i temi a temperatura di servizio.
Credo che se il giornale spegnesse per un certo tempo la sua attenzione sulle cose non fatte, esse perderebbero la consistenza dell’urgenza, oppure i cittadini non avrebbero il medium per far sentire la loro impazienza (qui serve McLuhan, “Il medium e il messaggio”).
Non per nulla proprio ieri ho annotato questa situazione: il ruolo dei media e la risposta dell’amministrazione, quella di Reggio Emilia, nel caso. Titolo: “Voce del verbo intanèr (in municipio). Assessori, un po’ di brio”. Il riferimento è all’incomprensibile assenza di partecipazione spontanea ai temi proposti dal sondaggio sui progetti lumaca che perdono la temperatura di servizio. Sono la politica e la burocrazia a decuocerli (o stracuocerli). —
St.Sc.
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