Bedogni interrogata per due ore come amministratore dell’Unione
Affidi: il sindaco non è indagato ed è stato sentito dal pm Salvi come “persona informata sui fatti”
Procede a spron battuto la delicata e sempre più complessa inchiesta “Angeli e demoni” su quello che gli inquirenti considerano un giro di affidi illeciti di minorenni dai confini (come numero e conseguenze per genitori e famiglie affidatarie) ancora tutt’altro che completamente chiariti.
Ieri mattina – in Procura a Reggio Emilia – è stata sentita la persona che sta gestendo il dopo-terremoto giudiziario nell’Unione Val d’Enza. Stiamo parlando di Francesca Bedogni, sindaco di Cavriago e delegata per l’Unione Val d’Enza alle Politiche sociali.
L’amministratrice pubblica non è indagata, quindi è stata interrogata semplicemente come “persona informata dei fatti” (senza perciò la necessità di essere affiancata da un legale).
Da quanto “filtra” dagli ambienti legali ha risposto per due ore alle domande del pm Valentina Salvi che coordina le indagini dei carabinieri.
Bedogni sovrintende direttamente all’attività assistenziale, inoltre con gli altri sindaci dell’Unione Val d’Enza ha preso importanti decisioni sui dipendenti coinvolti nell’inchiesta: quattro assistenti sociali a casa senza stipendio, idem due dirigenti amministrative.
Senza scordare una pioggia di provvedimenti disciplinari in corso, che nella più estrema delle ipotesi potrà portare al licenziamento di alcuni indagati appartenenti all’amministrazione pubblica.
Tutto ciò in ossequio alle regole previste dal contratto e diretta conseguenza dell’inchiesta.
Un atto dovuto che ha generato però uno scossone di vasta portata, già tamponato in parte dai sindaci che hanno rimpiazzato gli assistenti sociali colpiti dalla misura cautelare.
Parliamo di un Servizio sociale integrato, quello della Val d’Enza, formato da 21 persone in tutto, suddiviso poi in 4 servizi.
La massima dirigente è Federica Anghinolfi (finita agli arresti domiciliari) a cui non verrà rinnovato il contratto, la responsabile amministrativa Barbara Canei (sospesa per 6 mesi dal gip Luca Ramponi), entrambe sostituite.
Il servizio alla famiglia, deputato alla tutela dei minori, era formato da altri 12 dipendenti.
Su 14 persone – collegate quindi a quel servizio – otto sono ora indagate e 6 hanno ricevuto la misura cautelare.
Sempre il sindaco di Cavriago ha spiegato, giorni addietro, come si sta muovendo: «Ho già incontrato in queste settimane – aveva riferito pubblicamente – alcune delle famiglie coinvolte. Ora i servizi devono potere lavorare serenamente ed è necessario un intervento serio e responsabile da parte di tutti affinché questo clima di rabbia e frustrazione ceda il posto ad atteggiamenti più costruttivi da parte di ognuno».
Infine la Bedogni, con gli altri sindaci, sta affrontando di petto anche il versante relativo a minacce e tensioni che stanno vivendo gli operatori dell’Unione Val d’Enza rimasti al loro posto perché estranei alle indagini: da qui la decisione di presidiare, con la presenza di un sindaco, gli uffici di Barco di Bibbiano. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google