«Comunque vada a Roma a Reggio siamo antagonisti»
Le trattative romane dal punto di vista dei capigruppo M5s e Pd in Sala Tricolore Bertucci: «Parliamo di cose concrete». Il dem Cantergiani: «Non cambierà nulla»
REGGIO EMILIA. E allora il Pd? E allora il M5s? Comunque vada a finire a Roma, qui a Reggio saranno antagonisti. Mentre il sismografo della possibile alleanza in vista di un nuovo eventuale Conte bis continua a registrare alti e bassi, qui a Reggio M5s e Pd sembrano stare alla finestra, mantenendo comunque le posizioni a livello locale. In passato hanno litigato su tutto, o quasi. E, tra i due schieramenti, non sono mancate schermaglie, finite talvolta anche in esposti e querele. Rapporti spesso tesissimi, che sembrano destinati a rimanere tali, a prescindere dall’esito della trattativa che potrebbe dare vita alla nuova e strana alleanza di governo.
REGIONALI
Da Roma a Reggio e viceversa, passando sempre per Bologna, sede della Regione, chiamata al voto di qui a qualche mese. Se coi 5 stelle si vuole aprire una discussione in vista delle prossime regionali, il tavolo non sia «per convenienza» ma su programmi concreti. «Altrimenti faremo un centrosinistra allargato», ha ribadito ieri Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna, ai microfoni di Radio 24. «Gli accordi non si fanno a tavolino – ha aggiunto il presidente, sull’ipotesi di accordo Pd-M5s anche alle regionali – chi mi conosce sa che non farei mai un accordo per convenienza. Se ci sarà volontà di sedersi attorno a un tavolo per discutere di programmi, quella è l’unica cosa che può far premio in una discussione che porti a qualcosa. Altrimenti noi faremo un centrosinistra allargato».
SALA TRICOLORE
E a Reggio? Non ha molta voglia di parlare dell’argomento Gianni Bertucci, capogruppo M5s, che sembra invece maggiormente concentrato su altri temi che ritiene più concreti: «Il problema di Reggio si chiama delinquenza – dice – A Rivalta è un continuo di furti e rapine nelle case, compreso l’appartamento di mia suocera una settimana fa. Chi ha fatto leggi garantiste?». La domanda la pone in modo retorico. Ma sembra non fornire risposte esplicite. «A me interessano i risultati – spiega quindi Bertucci – e la legge elettorale dice che serve una maggioranza. La storia ci insegna in prima battuta che era stato fatto un tentativo con il Pd, poi un contratto con la Lega che sembrava andasse bene, prima che fra un cockatil e un moijto qualcuno si esaltasse pensando di esser Trump o Putin. Per quanto mi riguarda, contano i fatti, le persone e cosa si fa. Operativamente, in questo governo: sicurezza, il trojan, l’aumento di pena per chi fa reati contro le donne. Sono state portate avanti cose che si possono migliorare, ma il 99% del lavoro è stato fatto dai Cinque stelle. È che la stampa parla solo di Salvini... A Reggio abbiamo portato la tariffa sociale dell’acqua. Lo avete scritto? È un problema serio, voi non siete imparziali». Eh già, la colpa in fondo è sempre dei giornalisti. Anche se pongono una semplice domanda sul futuro dei rapporti reggiani fra M5s e Pd. Mica i massimi sistemi... Figurarsi se non l’avessimo posta...
«Io faccio il mestiere di rappresentare gli elettori 5 stelle in Comune a Reggio Emilia – dice finalmente Bertucci – parliamo di cose concrete. A livello locale il problema più grosso è l’inquinamento, siamo a livello da fantascienza. Cosa si fa? Parliamo di soluzioni. Sulla delinquenza cosa si fa? A Reggio ci sono stati momenti di convergenza e di altri di forte divergenza. Ad esempio sul porta a porta di qualità siamo assolutamente d’accordo, ma sul biogas a Gavassa siamo assolutamente contrari. A Reggio negli ultimi cinque anni con il Pd ci sono stati punti di intesa e punti di forte contrasto. C’erano prima e ci saranno ancora».
E invece il Pd?
«Il rapporto locale con i 5 stelle qui è sempre stato di confronto anche nella scorsa legislatura: confronto anche duro in certi momenti, rimanendo però sempre nel merito del contenuto politico - spiega Gianluca Cantergiani, capogruppo Pd in Sala Tricolore – Dire che le dinamiche nazionali possano modificare ciò che accade a livello locale mi sembra una forzatura. Non ho la sfera magica, ma per quanto mi riguarda continuerò a mantenere l’approccio che ho sempre avuto, ovvero di rispetto per chi è all’opposizione, legittimato da un voto democratico, anche di fronte a un confronto aspro». E l’alleanza romana? «Per me stiamo facendo quello che dovevamo provare un anno fa. È un’opinione personale, ma stiamo facendo ora una trattativa secondo me partita con un anno di ritardo. Aggiungo una piccola nota. Penso che Zingaretti abbia fatto un buon lavoro e non era certo facile: un buon lavoro soprattutto perché è arrivato al confronto con una posizione unitaria del Pd. Mi spiace solo che Calenda abbia assunto la sua decisione di uscire dalla direzione». —
E.Spa.
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