«L’inquinamento? È calato e il ponte riaprirà tra tre mesi»
L’assessore Ferri sulle criticità nel quartiere Bisamar e tra Iano e Ca’ de Caroli dopo le prese di posizione delle minoranze con in testa Santoro (centrodestra)
Nel quartiere Bisamar l’inquinamento non è aumentato, anzi si è ridotto nella zona del passaggio a livello. Il ponte di Iano? Entro tre mesi risolveremo, non ha senso pensare a soluzioni provvisorie.
Le riflessioni arrivano da Marco Ferri, vicesindaco scandianese con delega alle Opere, in risposta alle domande dell’ex candidato sindaco del centrodestra Angelo Santoro, che nei giorni scorsi ha parlato di situazione di emergenza per due punti importanti della viabilità di Scandiano.
Il primo è il quartiere Cappuccini-Bisamar che, dalla chiusura del passaggio a livello della stazione ferroviaria del 2015, si è ritrovato al centro di un traffico intenso. Il secondo è il ponte sul Tresinaro fra Iano e Cà de Caroli, inaccessibile dal 28 giugno per questioni di sicurezza.
Sulla zona Bisamar, Ferri torna al passato ricordando come l’addio al passaggio a livello sia figlio di decisioni prese una ventina d’anni fa: «Abbiamo già sostenuto in passato, anche recente, che la chiusura del passaggio livello (di per sé giusta) è stata un errore nel momento in cui non vi era un’adeguata viabilità alternative. Accordi e deliberazioni, risalenti addirittura al 1998, non ci hanno consentito di ritardarne la chiusura».
E il traffico? «L’incremento è stato in linea con le previsioni del piano della mobilità, soprattutto su via dell’Abate; la sperimentazione attuata qualche mese fa (i cui dati sono in fase di elaborazione) ha determinato, da una prima valutazione dei numeri, un incremento del traffico su via Morsiani e ancor più su via Palazzine, strade non proprio adatte a flussi elevati».
UNA BRETELLA NORD-SUD
Per Ferri l’unica vera soluzione è una nuova opera a nord, verso Arceto: «Rimaniamo convinti che la “bretellina” nord-sud che costeggia il Tresinaro da via 11 Settembre a via del Mulino rappresenti l’unica soluzione che può risolvere la questione, e su questo riprenderemo il lavoro, partendo dal necessario confronto con la Soprintendenza».
Santoro aveva anche sostenuto che l’inquinamento è aumentato, come conseguenza della crescita del flusso di veicoli. Su questo punto Ferri è secco: «Lanciare allarme su inquinamento è sbagliato, oltre che irrispettoso: parlano i dati Arpae delle recenti rilevazioni su via dell’Abate: “i valori di PM10 sono o in linea o inferiori a quelli della città di Reggio”, il biossido di azoto non è elevato “a conferma del limitato impatto del traffico su via dell’Abate”».
Anzi: «L’inquinamento, semmai, è ridotto in zona ex passaggio a livello – sottolinea Ferri – che, per chi lo ricorda, era generatore di lunghe e interminabili colonne di mezzi leggeri e pesanti».
Si passa poi al ponte sul Tresinaro, via di collegamento principale fra due frazioni popolose. Qui le operazioni sono state avviate, come già annunciato, e a settembre ci sarà pure un’assemblea pubblica sul tema: «Sono stati messi a disposizione del Comune 100 mila euro per il ripristino della funzionalità del ponte che contiamo di riaprire nell’arco di tre mesi sia al traffico veicolare che a quello ciclopedonale; abbiamo inoltre previsto ulteriori interventi sulla parte alta del manufatto, che consentiranno di avere una mobilità dolce più sicura e funzionale».
NON è UN MARCIAPIEDE
Il consigliere di minoranza chiedeva di valutare soluzioni temporanee. Per Ferri avrebbero poco senso: «Ponti temporanei, anche solo ciclopedonali, richiederebbero tempi biblici e costi insostenibili. Sulla rapidità di intervento parlano gli atti, tenendo conto che stiamo parlando di un ponte su un fiume non di un marciapiede da rattoppare». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
