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La cittadinanza “affettiva” alla scrittrice ligonchiese Bacci

Domenico Amidati
La cittadinanza “affettiva” alla scrittrice ligonchiese Bacci

Il riconoscimento in occasione della presentazione del suo “Cent’anni di energie” «Parlo di “umili illustri” che hanno preso parte a un’opera colossale, la centrale»

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Cittadinanza affettiva per la ligonchiese Lucia Bacci. Il riconoscimento è stato conferito, nello stupendo anfiteatro della centrale elettrica di Ligonchio, da parte di Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, alla professoressa e scrittrice.

È stata anche l’occasione per la presentazione del libro da lei scritto,“Cent’anni di energie”, un volume dedicato agli “umili illustri”, persone semplici che hanno preso parte a un’opera colossale come quella della costruzione, appunto cento anni fa, della centrale elettrica.

La cittadinanza a Bacci è stata conferita nell’ambito del progetto “Parco nel mondo”. Si tratta di un progetto che è stato istituito per permettere la valorizzazione delle risorse umane che si sono allontanate, nel corso del tempo, dall’Appennino attraverso la ripresa dei contatti e la ricerca di nuove relazioni con le famiglie degli emigrati, nativi dei territori del parco. Tutto questo in un’ottica di rivitalizzazione culturale ed economica dei territori montani, di un’apertura al mondo attraverso le moderne tecnologie e per favorire l’incremento di flussi di ritorno turistico ed economico. La cittadinanza a Lucia Bacci è stata data, infatti, per «avere avuto la forza di rinsaldare il legame con le sue radici e per essere riuscita a fare risplendere le storie di uomini e donne e famiglie della comunità di Ligonchio.

L’autrice racconta nel volume il passato e il presente di una realtà unica come Ligonchio. La presentazione, alla quale hanno presenziato l’ex sindaco e amico della Bacci, Giorgio Pergreffi, l’ex ballerina ligonchiese di danza moderna Luciana Savignano e la cantante Iva Zanicchi, ha riempito di orgoglio tutta Ligonchio e l’autrice, che ha riscosso tanto consenso e stima da parte delle persone accorse per ascoltarla.

La Bacci abita a Pisa, dove insegna lettere, ma appena può ritorna al suo amato paese per respirare l’aria buona della sua montagna e per mantenere i rapporti con amici e i parenti.

Il suo libro “Cent’anni di energie”, con la prefazione di Romano Prodi, racconta le vicende degli uomini e delle donne che hanno contribuito, a partire dal 1919, all’edificazione degli impianti idroelettrici di Ligonchio. L’autrice definisce il testo “un libro sugli umili illustri” perché mette sulla scena della grande storia, «le persone semplici – scrive – che hanno preso parte a un’opera colossale, che non è azzardato definire eroica. Non esisterebbe presente né futuro senza conoscenza del passato: un albero senza radici, secca e muore. Perciò la conoscenza di queste vite “semplici”, a cui dobbiamo il nostro presente, diventa vitale: per riscoprire chi siamo e cosa siamo in grado di realizzare e, assecondando la nostalgia, per ritrovare un posto che sia sentito e possa chiamarsi autenticamente casa». —



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