Organico pieno al convitto Corso con 11 insegnati
Soddisfatto il sindacato di base: «Ora vogliamo un piano di rilancio della scuola» Il minimo storico nel 2015 con soli 5 docenti incaricati
CORREGGIO. Dopo anni di tagli in organico al convitto nazionale Corso, si registra un’inversione di tendenza: gli educatori assegnati in organico per l’anno scolastico che sta per iniziare sono 11, nel rispetto della normativa in vigore.
Lo comunica, con soddisfazione, il Sindacato generale di base. «Ancora una volta – scrivono in una nota – l'impegno, la determinazione sindacale, la solidarietà e la costruttiva alleanza con i genitori hanno dato frutti. Adesso vogliamo un grande piano di rilancio generale per il convitto “Corso”».
Il sindacato, inoltre, invita i lavoratori del convitto, a partire dagli educatori, a prendere parte al presidio che si terrà lunedì 2 settembre, alle 9.30 davanti al Comune di Reggio Emilia «per la stabilizzazione dei precari delle scuole comunali».
Nel frattempo il sindacato ricostruisce la tormentata storia della scuola, a partire dal 2013, anno nel quale la mobilitazione sindacale, degli insegnati e degli studenti bloccò il passaggio – deciso dalla Provincia – del convitto al polo professionale di Correggio unitamente allo scorporo della scuola primaria.
Una protesta che culminò con la manifestazione in consiglio comunale del 29 novembre 2013. La conferma del mantenimento del convitto nazionale arrivò nel gennaio 2014, dopo molte iniziative e un incontro al Miur di una delegazione del sindacato di base.
Iniziarono poi anni di tagli agli organici: dai 24 educatori in servizio nell’anno scolastico 2011-2012 si passò via via alle 5 unità del 2016. Anno di svolta perché le iscrizioni, nonostante tutto, tornarono a crescere fino ad arrivare agli attuali 170 studenti. Contestualmente riprese quota il numero degli educatori che nel 2018 arrivarono a 7 unità. Comunque troppo poche – secondo il sindacato di base – per 170 iscritti della scuola. E ripartì la vertenza con scioperi, manifestazioni in piazza e una raccolta di firme. Sottoscrissero la petizione con la richiesta di più insegnati, in centinaia. Documento che venne trasmesso alla Regione, al sindaco di Correggio e all’Ufficio scolastico provinciale. La svolta definitiva, però, arriva nel 2019. —
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