Bambina di Reggio allontanata nel mirino due assistenti sociali
Avviato l’iter disciplinare e la famiglia naturale annuncia una denuncia in Procura L’avvocato Miraglia: «Ma il Tribunale minorile di Bologna finora cosa ha fatto?»
REGGIO EMILIA. Il caso non ha nulla a che vedere con la delicatissima inchiesta “Angeli e demoni” in Val d’Enza, ma sta prendendo una piega a dir poco significativa.
Alludiamo alla vicenda della bambina di due anni tolta – il 3 aprile scorso – ai genitori e affidata ad una comunità, con metodi che hanno fatto gridare allo scandalo perché gli operatori si sarebbero spacciati per volontari dell’Enpa, riuscendo così a farsi aprire la porta. Di quanto accaduto c’è un filmato girato dalle telecamere di sorveglianza poste sull’uscio di casa della famiglia naturale. Immagini forti, che scuotono. Video proposto il 3 luglio dalla seguitissima trasmissione di Rai3 “Chi l’ha visto?” in una puntata dedicata per oltre un’ora al giro di affidi sospetti al centro della maxi inchiesta che sta portando avanti il pm Valentina Salvi.
Poi verrà chiarito che il caso è stato gestito dal Servizio sociale di Reggio Emilia-Polo Est e i genitori della piccola – che vogliono la restituzione della figlia – hanno incontrato l’8 agosto Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia. Un allontanamento ora completamente esploso, perché è stato aperto un provvedimento disciplinare contro due assistenti sociali del Polo Est e si è ad un passo dall’apertura di un fascicolo giudiziario.
«Innanzitutto diamo atto – dice l’avvocato Francesco Miraglia che tutela i genitori naturali – che l’Ordine degli assistenti sociali ha avuto il coraggio di avviare un procedimento e come prima istanza ci rivolgeremo alla Procura di Reggio Emilia per eventuali reati a carico delle due assistenti sociali. Ma soprattutto chiederemo che vengano estromesse dal caso in questione (anche per le modalità con cui hanno orchestrato il blitz, manco questi genitori e questa bambina fossero dei pericolosi delinquenti!) e che il Tribunale dei minorenni faccia chiarezza e una revisione del fascicolo da loro aperto contro questi genitori. Ma come ha fatto il Tribunale – conclude il legale – a fidarsi e a non chiedere le prove? Certo, lo ha fatto adesso: dal 20 agosto, dopo lo scoppio del caso mediatico e con la prova delle immagini registrate dalle telecamere, ha richiesto una consulenza tecnica e fatto vedere la bambina ai suoi genitori. Ma prima?».
Il procedimento disciplinare è scattato martedì scorso – a Bologna, sulla scia della segnalazione depositata dalla famiglia naturale – davanti al Collegio territoriale di disciplina dell’Ordine degli assistenti sociali: l’iter dovrà essere concluso entro 18 mesi.
Su questa spinosa vicenda il Comune di Reggio Emilia è intervenuto – il 4 luglio scorso – con una nota tranchant che precisa – dissociandosi – come gli operatori inquadrati nei filmati «quali persone del Servizio sociale e della Polizia locale di Reggio Emilia “mascherate” da volontari di una associazione a difesa degli animali, non sono in realtà nè operatori del Servizio sociale del Comune di Reggio Emilia, nè personale della Polizia locale». —
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