Gazzetta di Reggio

Reggio

Messa in vendita per 5,4 milioni la dimora storica più bella di Reggio

Enrico Lorenzo Tidona

Il Conte Palazzi Trivelli vuole cedere l’edificio di via dell’Erba Mandato a Sotheby’s: era l’ex cancelleria del Duca d’Este  

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Servono 5,4 milioni di euro per assicurarsi un dei pezzi d’arte più preziosi dell’Emilia. Si tratta di Palazzo Gilioli Palazzi Trivelli, probabilmente la più bella dimora storica di Reggio Emilia. Salotto culturale nonché polo artistico e letterario che ha ospitato personaggi illustri fra i quali Giuseppe Verdi, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli e Franz Liszt. Un gioiello architettonico incastonato nel cuore di una città notoriamente improntata alla sobrietà, qualità che rispecchia la sua gente, operosa e poco soggetta allo sfarzo. Caratteristica alla quale fa certo eccezione l’eredità lasciata dal Duca d’Este, che tra via dell’Erba e via Panciroli - laterali di Corso Garibaldi - aveva stabilito la sua Cancelleria nel palazzo oggi di proprietà della famiglia Palazzi Trivelli, e nel quale suonò il piano Verdi.

I nobili reggiani, conosciuti in città e da sempre parte del tessuto sociale locale, hanno messo in vendita la dimora storica, celata da mura rosse e grige, anonime se messe a confronto con gli affreschi interni, che si stendono per parte dei 2.500 metri quadri affidati da qualche tempo al ramo immobiliare della celebre casa d’aste Sotheby’s, che sta cercando un compratore disposto a pagare la cifra milionaria.

L’operazione immobiliare è gestita dal 42enne Conte Vittorio Palazzi Trivelli, volto noto del jet set internazionale e amante delle auto da corsa ma con il baricentro nella sua Reggio Emilia, residente nella villa di Fellegara. La vendita riguarderebbe in realtà un più ampio schema immobiliare legato alla famiglia, proprietaria di diversi immobili di pregio. Il palazzo comprende affreschi mozzafiato del Cinque e del Seicento, fra i quali i fregi dedicati a soggetti biblici, riferibili ad Orazio Perucci (1548-1624), nelle attuali biblioteca e sala della musica, sulle pitture del salone principale, opera di Baldassarre Bianchi e Giacomo Monti, nonché su alcuni pezzi della collezione d’arte dei proprietari. Un complesso storico di vasta portata oggetto di una ristrutturazione conservativa, come rivelato dalle foto pubblicate sul sito della società che si occupa di immobili di prestigio in tutto il globo.

Palazzo Giglioli Palazzi Trivelli ha una storia fissata in documenti datati così come in volumi recenti. Era la dimora dei Conti Giglioli, adibita come detto a sede della Cancelleria del Duca d’Este nella prima metà del XVI secolo e un recente restauro, intrapreso dai proprietari, i Conti Palazzi Trivelli, ha dato nuova vita al prestigioso edificio di Reggio, recuperando la struttura cinquecentesca e svelandone l’apparato decorativo originario, del tutto nascosto dai rifacimenti successivi. «Oggi rappresenta un raro esempio di prestigiosa dimora storica appartenente ad un’unica nobile ed importante famiglia, citata anche da Dante Alighieri nel Purgatorio» viene riportato nell’inserzione. Nel corso del XIX secolo, il palazzo, «grazie alla illuminata e progressista opera della proprietà» è diventato un museo privato. «Il piano di restauro ha previsto il completo recupero della struttura cinquecentesca, l’edificio è stato dunque completamente ristrutturato, ponendo particolare cura nell’individuare le strutture originali rilevanti sotto il profilo artistico e storico. Questo recente ed accurato restauro, per il quale i proprietari si sono avvalsi dei più importanti esperti e tecnici contemporanei, ha consentito la scoperta di elementi artistici di grande valore all’interno dell’edificio, come gli splendidi soffitti a cassettoni dipinti e gli affreschi del piano nobile». —



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