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Scritte minacciose, protetto il dem Costa

Tiziano Soresina
Scritte minacciose, protetto il dem Costa

Il segretario reggiano del Pd, solidarizzando con la compagna di partito presa di mira, ha sfidato con un post gli imbrattatori

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Difficile dire – al momento – dove approderà l’indagine sulle inquietanti scritte a colpi di spray verde che dieci giorni fa hanno imbrattato l’ingresso del condominio dove vive, con la famiglia, Rosanna Gombia, che guida la segreteria del Pd di Guastalla.

Sta di fatto che la pista politica rimane più che imboccata dagli inquirenti, perché la forma di protezione decisa fin dalle prime ore del ritrovamento di quelle frasi minacciose e violente – come anticipato dalla Gazzetta – riguarda una figura di spicco dei dem reggiani, cioè il segretario provinciale Andrea Costa. Si dovrebbe trattare di quella che viene tecnicamente definita “vigilanza” che può essere dinamica (un’auto di servizio passa più volte al giorno nelle vicinanze del posto di lavoro o dell’abitazione ) oppure fissa (le forze dell’ordine restano in presidio). Ma perché proprio Costa? Si possono dedurre una serie di motivi. Se il Pd nella Bassa è nel mirino di “qualcuno”, il segretario reggiano dei dem vive a Luzzara (è sindaco del paese, alla seconda legislatura) e soprattutto non ha esitato a sfidare, nell’immediatezza dei fatti, chi in forma anonima ha messo nel mirino la compagna di partito: «Se non foste i codardi che siete – ha scritto in un post su Facebook con cui non solo ha espresso solidarietà a Rosanna Gombia, ma ha anche replicato a muso duro ai vandali probabilmente politicizzati – vi presentereste a volto scoperto una mattina qualsiasi, scegliete voi, davanti al mio ufficio: io non ho paura, e voi?».

Una decisa contrapposizione, valutata pericolosa da chi indaga in un contesto non ancora ben definito di minacce e nostalgie per il nazismo. Da qui la decisione di applicare questo servizio precauzionale. Contattato dal cronista, il segretario reggiano del Pd non va oltre ad un deciso «No comment». Sinora non sono giunte rivendicazioni su queste scritte che inneggiano ad Adolf Hitler e alle SS, riportano due simboli (una croce uncinata ed una croce celtica) e si scagliano contro i comunisti, con tanto di minacce di morte.

A Guastalla non sono state rinvenute scritte simili su altri muri, quindi è verosimile che l’atto vandalico sia rivolto alla segretaria locale del Pd, unico politico che vive nel condominio, per di più a pochi metri dall’ingresso imbrattato.

Acquisiti da chi indaga (il pm Maria Rita Pantani coordina gli accertamenti dei carabinieri) i filmati delle telecamere presenti in zona. E che l’area sia videosorvegliata lo “dicono” due cartelli presenti in via Trieste (cioè dove si trova l’abitazione del politico dem guastallese) e in piazza Garibaldi in cui sbocca sempre via Trieste e da lì potrebbe essere transitato quella notte chi ha fatto le scritte. Non vi sarebbero testimoni. Entrare nel palazzo è stato facile in quanto il cancello era aperto e l’orario dell’imbrattamento dovrebbe aggirarsi non prima delle due o due e mezza della notte fra il 21 e il 22 agosto. —





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