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Un semaforo per la sicurezza del passaggio pedonale

Adriano Arati
Un semaforo per la sicurezza del passaggio pedonale

Impianto a chiamata sulle strisce di Sant’Antonino, teatro di incidenti drammatici Lo ha deciso l’amministrazione comunale con uno stanziamento di 35mila euro

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Un intervento per mettere in sicurezza l’attraversamento pedonale di Sant’Antonino, teatro di tanti drammatici incidenti. L’amministrazione comunale di Casalgrande ha approvato il progetto da 35mila euro per il montaggio di un semaforo a chiamata nella zona delle strisce pedonali rialzate di via Statale, all’altezza dell'incrocio con via Papa Giovanni XXIII, nella frazione di Sant’Antonino.

Proprio il luogo dove oltre tredici mesi fa era morta la 74enne Giovanna Ganassi, travolta sulle strisce da un’automobile mentre stava attraversando assieme ad un’amica e a tre bimbe.

La tragedia del 2018 non è l’unico incidente con conseguenze gravi verificatosi in quella zona, caratterizzata da un traffico piuttosto sostenuto e dalla presenza di tanti luoghi pubblici e tante abitazioni con conseguente flusso di persone a piedi. Ora si punta a risolvere la questione inserendo un sistema semaforico che chiunque può attivare.

«I lavori consistono nella fornitura e posa di un nuovo impianto semaforico pedonale a chiamata con segnalazione acustica per i non vedenti. L’importo previsto dei lavori è di 35mila euro Iva inclusa. La ditta esecutrice dei lavori sarà selezionata attraverso una procedura negoziata, invitando tutti gli operatori economici iscritti alla piattaforma Sater nella categoria “Os 9 Impianti per la segnaletica luminosa e la sicurezza del traffico”», precisa il Comune casalgrandese.

Le luci rosse del semaforo sono un deciso passo in avanti nell’attirare l’attenzione degli automobilisti, e dovrebbero garantire passaggi in sicurezza a tutti, grazie alla possibilità di usare il semaforo anche con segnali acustici.

Lo scorso anno le polemiche e le domande sulla sicurezza stradale dell’area non erano mancate, a seguito della morte della Ganassi.

La donna, residente a Sant’Antonino, era in compagnia di un’amica 76enne di Sassuolo; quest’ultima aveva con sé le due nipotine e una loro amichetta. Le tre bimbe erano tutte fra i tre e i sei anni di età. Tutte insieme, stavano cambiando lato della strada per andare al bar della parrocchia locale.

Un’auto, una Fiat Croma station wagon guidata da un 76enne residente nella confinante frazione di Dinazzano, travolse il gruppetto. La Ganassi morì sul colpo, uccisa dall’impatto, l’altra donna e le bambine rimasero tutte ferite. Dalle verifiche fatte sul posto, la Croma non stava procedendo a velocità elevata e il mancato stop sarebbe stato figlio di una distrazione. Sempre secondo le ricostruzioni, la Ganassi si mise davanti alle piccole una volta realizzato che l’auto non si stava fermando. Già negli anni precedenti, poi, altri sinistri si erano verificati sempre in quell’attraversamento.

La zona di Sant’Antonino e Dinazzano è molto cresciuta in questi anni, come numero di abitanti, di strutture residenziali e di locali. Nonostante buona parte del traffico pesante sulla direttrice Scandiano-Sassuolo passi ora sulla variante Pedemontana, il transito di veicoli è sempre elevato, fra residenti, persone di passaggio e viaggi di lavoro. Tantissime aziende hanno la loro sede ai due lati di via Statale, sia verso i colli sia verso lo scalo ferroviario di Dinazzano e da lì verso Villalunga e la frequentatissima provinciale di Salvaterra, da cui si può accedere a Carpi e all’autostrada del Brennero. —



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