Falsi tecnici del gas Tre truffe agli anziani nel giro di due giorni
Banda in azione a Masone, Ospizio e vicino all’ospedale Vittime quattro ultraottantenni, derubati di gioielli e monili
reggio emilia. Tre truffe agli anziani in due giorni, messe a segno con tutta probabilità dalla medesima banda, visto che le descrizioni rese dalle vittime coincidono.
I colpi sono avvenuti in diverse zone della città, sempre al mattino e sempre ai danni di ottantenni che abitano da soli (le vittime sono due pensionati di 81 anni e 85 anni e una coppia coetanea). Venerdì scorso il raggiro è andato in scena, a distanza di poche ore, in due abitazioni, una a Masone e una in zona ospedale, mentre sabato in piazza Zara, nel quartiere di via Emilia Ospizio.
Il modo di agire del sodalizio criminale è stato il medesimo. Due uomini, evidentemente ben informati sui loro bersagli, hanno suonato il campanello di casa presentandosi come tecnici di una nota azienda; con la scusa di dover intervenire per un presunto guasto alle tubature dell’acqua oppure per una fuga di gas, hanno chiesto ai pensionati residenti di entrare nell’appartamento.
Una volta in casa, gli sconosciuti hanno carpito la fiducia degli anziani intrattenendosi a parlare con loro. I due malviventi hanno aperto i rubinetti dell’acqua o hanno finto di controllare le tubature del gas. Mentre uno apriva la cassetta degli attrezzi e simulava di dover effettuare delle riparazioni, l’altro investiva con un fiume di parole il pensionato di turno, arrivando alla richiesta clou: «Unite in un sacchetto tutti gli oggetti d’oro e di valore che avete e metteteli nel frigorifero, per salvaguardarli dall’azione corrosiva del gas». Una falsità arcinota e una motivazione pretestuosa (non si comprende come il gas possa corrompere l’oro): eppure in tutti e tre gli episodi i residenti ci sono cascati e hanno eseguito l’operazione. A quel punto il gioco era fatto: mentre un malfattore distraeva il residente portandolo in un’altra stanza con una scusa, al complice bastava aprire il frigorifero e arraffare il sacchetto di monili. Il seguito è facilmente immaginabile: con il pretesto di una chiamata d’emergenza o di aver terminato l’intervento senza trovare perdite, il gatto e la volpe hanno battuto in rapida ritirata.
E solo allora le vittime, realizzando che i gioielli erano spariti, hanno dato l’allarme a figli o nipoti, con questi ultimi che hanno subito allertato la polizia di Stato. Una pattuglia della squadra Volante è intervenuta sul posto, ma ormai i truffatori si erano volatilizzati. In ciascun episodio il bottino è stato pari a qualche migliaio di euro, che corrisponde al valore dei gioielli, ricordi di una vita per i derubati.
I due falsi tecnici sono stati descritti come italiani, giovani (di età compresa tra i 30 e i 40 anni), carnagione chiara: entrambi indossavano una tuta blu da lavoro, berretto e occhiali da sole con l’evidente intento di non mostrare il volto. —
Am.P.
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