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Impedisce i soccorsi all’amico e picchia i carabinieri: arrestato

M.F.
Impedisce i soccorsi all’amico e picchia i carabinieri: arrestato

Alla fine di un pomeriggio fuori dalle righe, in cella è finito il 20enne Naile Nocera Ha dato di matto e preso a morsi e calci i militari, facendone finire due in ospedale

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MONTECCHIO. Morsi e calci ai carabinieri intervenuti per calmarlo mentre impediva agli operatori del 118 di soccorrere un suo amico in coma etilico: Naile Nocera, 20 anni, residente a Correggio, sabato, al termine di un pomeriggio davvero troppo fuori dalle righe, è stato arrestato con le accuse di interruzione di pubblico servizio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Due carabinieri della stazione di Montecchio, tra cui il comandante Carlo Chiuri, sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche in ospedale. E pure il ragazzo è stato medicato.

L’intervento del 112 è stato richiesto dalla centrale del 118 perché Nocera stava ostacolando le operazioni di soccorso. All’arrivo dei militari, tuttavia, il giovane è andato ulteriormente in escandescenza, rivolgendo tutta la violenza nei confronti dei carabinieri presi a morsi e calci dall’esagitato poi finito in manette.

I due carabinieri sono usciti dall’ospedale con prognosi di dieci e sette giorni per le ferite e le contusioni riportate per l’aggressione.

Il tutto è accaduto sabato, intorno alle 14, al Parco Enza dove era stato segnalato un giovane che ostacolava le operazioni di soccorso che i sanitari del 118 stavano effettuando a un ragazzo in coma etilico.

Alla vista dei militari il giovane ha cominciato a offendere e minacciare di morte i carabinieri che invano cercavano di riportarlo alla calma. Dalle parole è passato subito ai fatti prendendo a spallate, calci e morsi i carabinieri che tuttavia, seppur a fatica, sono riusciti a bloccare il 20enne conducendolo in caserma e consentendo ai sanitari di soccorrere l’amico. In caserma il giovane ha continuato a minacciare di morte gli uomini dell’Arma che, quindi, lo hanno arrestato. Inoltre, alla luce del suo stato di agitazione psicomotoria, si sono rese necessarie anche per lui le cure presso l’ospedale, da dove è stato dimesso con quattro giorni di prognosi. —

M.F.

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