Con il taglio del nastro di piazza Gioberti prende il via la Giarèda
La cerimonia di inaugurazione alle 17 con il sindaco Vecchi e il vescovo Camisasca In serata l’attesa accensione del nuovo impianto della basilica
Conto alla rovescia per l’inizio della Giarèda, giunta alla sua quarantesima edizione, che coinciderà anche con l’inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione della Basilica della Ghiara e il battesimo ufficiale delle rinnovate piazza Gioberti e piazza Roversi che sono state, soprattutto nell’ultimo caso, opere particolarmente discusse e contestate da una frangia di reggiani. L’inaugurazione della Giarèda è fissata oggi pomeriggio alle 17 in piazza Gioberti alla presenza del sindaco Luca Vecchi, del vescovo Massimo Camisasca, dell’assessore al centro storico e alle attività produttive Mariafrancesca Sidoli e delle altre autorità civili e religiose.
A seguire, alle 18, nel Chiostro piccolo della Ghiara il concerto Trio di Flauti eseguito da Benedetta Polimeni, Giulia Genta e Letizia Spaggiari dell’Istituto superiore di studi musicali Peri-Merulo. Ma l’appuntamento certamente più atteso è quello delle 21 con l’inaugurazione del nuovo impianto illumino-tecnico che è stato pensato per valorizzare il ricco patrimonio pittorico della Basilica, considerata uno dei capolavori del Seicento emiliano.
Il nuovo impianto, realizzato anche grazie al contributo di Iren – progettato dagli architetti Giancarlo Grassi e Daniele Canuti e dall’ingegnere Gian Paolo Roscio di Iren Rinnovabili – ha avuto il parere favorevole della Sovrintendenza. E va a sostituire quello realizzato nel 1997 e installato in occasione dei restauri del Quarto centenario del primo miracolo della madonna della Ghiara e della fondazione del santuario, nel frattempo divenuto obsoleto. Anche in quel caso l’impianto era stato a suo tempo pensato per rispettare e valorizzare le opere contenute nella Basilica, come farà anche il nuovo sistema a led.
Questa tecnologia, oltre a permettere un risparmio energetico, consente anche un maggior controllo della luce e la possibilità di variare colore e intensità. Maggiore anche la possibilità nella scelta delle accensioni e degli scenari luminosi che si vogliono creare, per una valorizzazione della struttura architettonica della Basilica che diventa quasi un tutt’uno con le opere pittoriche contenute.
I criteri di progettazione del nuovo impianto di illuminazione hanno dovuto tener conto della struttura architettonica e dei lavori di restauro e ristrutturazione realizzati negli anni Novanta e non hanno richiesto interventi murari. Una cura particolare è stata riservata all’utilizzo di corpi illuminanti non impattanti, con i progettisti che hanno cercato di ridurre al minimo la percezione delle lampade accese. Per il montaggio dell’impianto sono stati utilizzati i passaggi delle linee esistenti e grazie alla tecnologia Dmx-Rdm è stata ridotto al minimo il numero dei cavi.
L’altro aspetto importante del nuovo impianto è la sua massima flessibilità di utilizzo ed è stato realizzato seguendo le indicazioni della Conferenza episcopale italiana. Il sistema di controllo prevede tutta una serie di scenari, in base alle diverse liturgie, ai diversi tempi liturgici e ai momenti dell’anno, ma anche in base alle diverse esigenze di fruibilità turistica e all’esigenza di valorizzare scenograficamente la struttura e le opere in essa contenute. —
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