Entrano nel vivo i lavori di riqualificazione della storica Sala Verdi nel teatro Ariosto
Dopo vent’anni di chiusura, via libera al bando da 891mila euro. L’obiettivo è riaprire per la stagione 2020-2021
Dopo un ventennio di chiusura la Sala Verdi del teatro Ariosto, uno dei luoghi che meglio testimonia la storia reggiana del secolo breve, si avvia alla riapertura al pubblico, completamente rinnovata e riqualificata. La Fondazione I Teatri ha infatti pubblicato in questi giorni il bando di gara per l’affidamento dei lavori “di adeguamento funzionale e riqualificazione” della sala e dei “relativi spazi per attività di spettacolo”. Un progetto ambizioso, che punta a completare quando sospeso agli inizi degli anni ’80, per mancanza di fondi. Ora però grazie a uno sforzo congiunto di amministrazione comunale e Regione Emilia-Romagna, i finanziamenti sono stati trovati: 891.561,41 euro l’importo totale del cantiere messo a bando. Di questi 575.029,35 euro riguarderanno lavori edili di riqualificazione e restauro su beni tutelati, 161.648,42 impianti elettrici speciali, 123.511,15 impianti termomeccanici, 30.000 l’ascensore e infine 1.372,49 euro oneri per la sicurezza (non soggetti a ribasso).
LE TEMPISTICHE
L’esecuzione dei lavori avrà inizio dopo la stipula del contratto con la Fondazione e il tempo utile previsto per ultimare tutte le opere comprese nell’appalto è fissato in 360 giorni consecutivi, decorrenti dalla data del verbale di consegna dei lavori. Nel caso di mancato rispetto del termine stabilito, per ogni giorno consecutivo di ritardo verrà applicata una penale pari all’uno per mille dell’importo contrattuale. L’obiettivo, annunciato ad aprile dal Comune, era quello di consegnare alla città la nuova Sala Verdi con l’inizio della stagione teatrale 2020-2021. Un traguardo che, viste le tempistiche del bando e dei lavori, sembra ora piuttosto complicato da raggiungere.
I LAVORI
Ma in cosa consisterà il cantiere? A lavori ultimati i reggiani ritroveranno un lineare bianco spazio vuoto, a vocazione polifunzionale, tecnologicamente avanzato, che tornerà ad essere collegato con una scalinata preesistente con il teatro Ariosto. La Sala infatti potrà a seconda delle necessità essere utilizzata autonomamente o come Ridotto dell’Ariosto. Nel primo caso sarà dotata di un palcoscenico mobile e di una distesa di sedie di colore azzurro, con il proscenio che rispetto al passato sarà collocato a ridosso dei camerini e del Teatro Ariosto anziché guardare su viale Allegri. La sua vocazione sarà anche quella di rappresentare la nuova sala civica, uno spazio che a Reggio manca dopo la chiusura anni fa della sala esistente nell’interrato dell’Isolato San Rocco. La rinnovata Sala Verdi si svilupperà su una superficie di circa 240metri quadrati (più piccola rispetto al passato) e potrà essere alternativamente uno spazio teatrale, uno spazio prove, o ancora una sala mostre o luogo di eventi culturali, incontri, convegni. I due progettisti incaricati del lavoro, Ivan Sacchetti e Giuliana Allegri, hanno anche previsto un ascensore e bagni a raso per essere fruibili anche da persone con disabilità. Il pavimento tornerà a essere in legno, mentre resterà inagibile l’accesso al balcone. Per ovviare alla pessima acustica della sala attuale verrà montata una controsoffittatura bianca che richiama a quella esistente in precedenza. La sala sarà in grado di contenere dalle 150 alle 200 persone ed è stata accorciata utilizzando pannelli in cartongesso e la controsoffittatura nasconderà le luci a led.
LA STORIA
A cantiere finito la città riavrà, così, uno dei suoi luoghi più importanti. Dai socialisti di Camillo Prampolini che nella Sala Verdi, allora chiamata sala Politeama del Teatro Ariosto, nel 1901 tenne un dibattito con tre preti, tra cui don Murri sulla conciliabilità del socialismo con la dottrina cattolica, al XX congresso del Partito Socialista del 1905, al comizio dal balcone di Benito Mussolini del 1938, ai comizi della Cgil con Giuseppe Di Vittorio e a quelli del Pci con Palmiro Togliatti o alla presenza nel 1966 del Living Theatre. E poi ancora le infuocate assemblee studentesche in cui tenne un comizio anche il brigatista rosso Roberto Ognibene, fino agli spettacoli e alle recite per bambini delle scuole reggiane. —
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