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castelnovo Sotto 

«Il Comune deve pagare per i cani di Perinaldo ora al canile privato»

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castelnovo sotto. «Tutti i Comuni e i relativi sindaci si dicono sensibili su temi come il benessere animale, garantendo che i canili operanti nei relativi territori o quasi tutti, rispondano ai requisiti di conformità delle Leggi, ma quando c’è da pagare fanno orecchie da mercante e questo mi fa molto arrabbiare». A parlare è il veterinario Marco Catellani (in foto), da qualche mese direttore sanitario del canile “Madonna della Guadalupe”. «Canile all’avanguardia che, nonostante esposti e giustificati controlli da parte dell’Ausl, risulta totalmente conforme alle direttive previste dalle normative in corso e quelle in fase di emanazione. Anzi, a mio modesta memoria, forse è l’unico canile della nostra Provincia che ha i requisiti di legge per ospitare i cani randagi e sarei molto lieto, in ragione della trasparenza poter confrontare il canile “Madonna della Guadalupe” con altri canili del nostro territorio» aggiunge.

La ragione del contendere è il mantenimento di 12 doghi argentini, arrivati al canile privato di Castelnovo Sotto in seguito a un sequestro a Perinaldo (Imperia). Catellani spiega che il canile «non riceve da questo Comune i rimborsi per i costi di custodia previsti per legge, né il rimborso delle spese sanitarie». «Su dispositivo del 20 marzo 2019 del Comune di Perinaldo, il sindaco precisa che il Comune di Castelnuovo Sotto, ossia il Comune dove si trovano i cani, rilevando che l’ente comunale riveste una posizione di garanzia rispetto agli animali presenti sul proprio territorio, è obbligato al pagamento delle somme, essendo il Comune nel cui territorio nel quale si trovano i cani a partire dal 1° dicembre 2017, decisione confermata dal Tribunale di Imperia in data 16 aprile 2019» chiarisce.

«Legittimamente ho richiesto durante l’incontro avuto un paio di mesi fa al sindaco di Castelnovo di Sotto di provvedere alla spese, come previsto dal Tribunale di Imperia, per poi rivalersi sul Comune di Perinalbo appellandosi contro la sentenza del predetto tribunale. La somma di cui stiamo parlando ad oggi supera abbondantemente i 30.000 euro, e tenderà a salire esponenzialmente visto che alcuni cani iniziano ad avere importanti problemi sanitari. Sarebbe opportuno che il sindaco e la dottoressa Fava, provvedessero al più presto onorando il debito. Sarebbe infine molto gradito che lo stesso sindaco e la Fava, facessero visita al canile». «Non vorrei – conclude il veterinario che l’alternativa, fosse quella di trovarmi costretto a portare nell’ampio ufficio del sindaco i suoi 12 dogo argentini». —

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