Gazzetta di Reggio

Reggio

l’incidente a Dosolo 

Tragico volo di cento metri Sequestrato il deltaplano

Ambra Prati
Tragico volo di cento metri Sequestrato il deltaplano

Niente autopsia per il 62enne Antonio Brunetti. Da fissare la data dei funerali L’indagine della Procura di Mantova verterà sulla manutenzione del velivolo 

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La Procura di Mantova ha disposto il sequestro del deltaplano a motore sul quale ha perso la vita il reggiano Antonio Brunetti, 62 anni, istruttore di paracadutismo che ha formato tante nuove leve contribuendo in modo determinante allo sviluppo della disciplina.

L’incidente si è verificato nel tardo pomeriggio di domenica scorsa. Brunetti, esperto di paracadutismo convertito nell’ultimo decennio a parapendio e deltaplano a motore (non volo libero), era decollato dall’aviosuperficie di Dosolo, nel Mantovano, dove si recava d’abitudine quasi ogni fine settimana. Era da solo, Brunetti, e l’incidente è avvenuto in fase di rientro: i carabinieri, che hanno eseguito i rilievi subito dopo il drammatico schianto, hanno ipotizzato un cedimento strutturale del velivolo, diventato ingovernabile forse a causa del distacco di un’ala. Quel che è certo è che il deltaplano – come hanno confermato alcuni testimoni – all’improvviso si è avvitato su se stesso ed in una manciata di secondi è precipitato da un’altezza di 90-100 metri. Una caduta che si è rivelata fatale per il pilota, che all’arrivo dei soccorsi respirava ancora.

Il corpo, composto alle camere mortuarie dell’ospedale Poma di Mantova, è sotto Procura. Il pm di turno Giulio Tamburini ha deciso di non eseguire l’autopsia sul cadavere del deltaplanista poiché la causa del decesso è chiara: l’impatto al suolo da un’altezza vertiginosa. Ma il nulla osta che restituirà il corpo alla famiglia non è ancora arrivato e il funerale è da fissare. Del resto il nodo dell’inchiesta che è stata aperta dagli inquirenti verterà sulle condizioni tecniche del velivolo: spetterà ai periti analizzare ogni singola parte del velivolo e stabilire se la manutenzione del deltaplano è stata corretta o se sussistano inadempienze ed eventuali responsabilità.

Brunetti, di mestiere tecnico manutentore di strumenti per le analisi di laboratorio (attività che svolgeva da artigiano per conto delle aziende produttrici delle apparecchiature), ha sempre avuto la passione del volo. In città, dove risiedeva, era noto per essere stato una colonna della scuola di lanci “Livello 120”, chiusa nel 1998 dopo un brutto incidente all’aereo utilizzato dalla scuola. Insieme a Gianfranco Giglietti, Brunetti è stato per vent’anni istruttore nonché direttore della scuola: un punto di riferimento per gli appassionati di paradutismo, che il 62enne aveva pian piano abbandonato a favore degli ultraleggeri.

«Ci eravamo visti l’ultima volta a inizio agosto, per un caffè e due chiacchiere in centro – ha dichiarato Giglietti – Abbiamo parlato delle avventure condivise in passato. E gli avevo promesso che sarei andato a trovarlo, un sabato o una domenica, al campovolo di Dosolo, che per lui era diventato una seconda casa».

Difatti al campovolo Brunetti partecipava a tante iniziative. All’interno dell’area si trova un bar in stile etnico che d’estate, ogni lunedì, organizza feste dedicate alla luna. L’ultima il 26 agosto scorso, quando Brunetti era presente, con addosso la maglietta d’ordinanza dello staff, a “Luna nera Amazzone”, una serata con cena e dj-set: aveva il compito di rinfocolare il falò gigante.

Brunetti lascia nel dolore il figlio e la moglie. —



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