Addio al tipografo Bolondi morto dopo 70 anni di attività
La passione per il mestiere di una vita iniziò da garzone alla ditta Lumetti quando era appena dodicenne, e ha saputo tramandarla ai suoi due figli
SAN POLO. San Polo è in lutto per la morte di Rolando Bolondi, 82 anni, tipografo del paese per quasi settant’anni : una vita intera dedicata al lavoro, passando dai caratteri mobili in legno alla stampa in offset e in digitale. Tutti in Val d’Enza conoscevano la rinomata tipografia Bolondi perché da Vetto fino a Montecchio tutti usufruivano della tipografia sampolese.
Da domenica scorsa Rolando Bolondi era ricoverato per problemi di salute nel reparto di cardiologia all’ospedale Franchini di Montecchio dove è deceduto martedì a mezzogiorno a causa di un malore. La sua morte ha suscitato in paese grande sconforto. Bolondi era molto legato al suo lavoro e pur essendo andato in pensione ha continuato a lavorare finchè ha potuto.
Aveva iniziato l’attività di tipografo quando era giovanissimo, a soli 12 anni, nel 1949, andando a lavorare come garzone nella tipografia Lumetti che, in quegli anni, si trovava in centro al paese, in piazza Matteotti, sotto ai portici dove c’era anche il cinema e che ora non ci sono più (si trovavano dove adesso c’è l’oreficeria).
A quell’epoca si usavano ancora i caratteri mobili di legno per comporre le frasi da stampare su partecipazioni di nozze, manifesti pubblici, annunci funebri, volantini pubblicitari, manifesti elettorali o pubblicazioni di vario tipo.
Nel corso degli anni, la tipografia Lumetti cambiò sede e si trasferì in un edificio in via Gramsci appena dopo il passaggio a livello e quando, dopo qualche anno, Lumetti decise di vendere la sua attività, Rolando Bolondi e il suo collega Oscar Boniburini, anche lui dipendente di Lumetti, decisero di rilevare l’impresa e di gestire insieme la tipografia. Per un certo numero di anni lavorarono assieme finchè entrambi scelsero di proseguire l’attività separatamente, gestendo ognuno una propria tipografia.
Rolando Bolondi era molto orgoglioso della sua attività, una tipografia cresciuta nel tempo e oggi divenuta una moderna tipografia che stampa in offset e in digitale. Era molto soddisfatto di aver trasmesso la passione per quel lavoro anche ai suoi due figli, Simona e Simone, che sono subentrati al padre nell’attività.
Abitava a San Polo in via Gramsci 48, proprio sopra alla tipografia. Bolondi era molto legato alla sua famiglia: oltre ai figli, lascia la moglie Romana, il genero Alberto, la nuora Federica, i nipoti Amelia, Pietro, Matteo e Gaia, e il fratello Gianni.
Oggi alle 19.30, nella chiesa del castello sarà recitato il rosario.
La cerimonia funebre verrà celebrata domani con partenza del corteo, alle 16, dalla camera mortuaria dell’ospedale di Montecchio per raggiungere la chiesa del castello di San Polo. Si proseguirà poi per il cimitero locale di Villa Pieve. —
Daniela Salati
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