L’esercito dei 266 reggiani aspiranti medici
Dalla nostra provincia un terzo dei 918 iscritti al test di Medicina di Unimore. Ma sono appena 146 i posti disponibili
Hanno pagato (un contributo spese di 55 euro) in 992, si sono presentati in 918: di questi 266 (un terzo, 26,8% per la precisione) sono reggiani, 501 modenesi (due terzi), 29 dalle altre province dell’Emilia-Romagna, 176 dal resto d’Italia e 18 studenti stranieri. È la composizione della folla di matricole che ieri si è presentata al Policlinico di Modena al test d’ammissione ai corsi di laurea magistrale di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria e Protesi dentaria di Unimore: tutti a contendersi 146 posti disponibili per la medicina e 20 posti per odontoiatria.
Da sempre l’esame per il numero chiuso di medicina e chirurgia è considerata la prova più impegnativa, lo spauracchio per gli studenti, lo scoglio sul quale molte speranze per il futuro naufragano a causa della sproporzione tra gli aspiranti medici e i pochi posti disponibili. Tra l’altro i 146 posti totali sono comprensivi dei 10 posti riservati agli studenti stranieri non soggiornanti in Italia, cui andranno aggiunti i 17 posti riservati agli Allievi Ufficiali dell’Accademia di Modena; questi ultimi non devono superare l’imbuto del test perché, selezionati dal Ministero della Difesa, rientrano in una graduatoria differente e per i primi due anni seguono le lezioni in Accademia, riunendosi agli altri studenti solo dal terzo anno in poi, quando inizia il praticantato in corsia.
Le professioni del medico e del dentista continuano ad attrarre un numero sempre maggiore di giovani: rispetto all’anno scorso gli iscritti al test sono stati il 6% in più. Non a caso la prova di Modena è la seconda più numerosa in Regione, dopo Bologna.
Due candidati su tre sono donne, a conferma della prevalenza femminile nelle professioni mediche. Un trend ormai consolidato negli ultimi anni (ma la chirurgia resta prerogativa maschile): 707 le donne (71,3%) e 285 gli uomini (28,7%), con un’età media rispettivamente di 20 e 21 anni. Non mancano le curiosità: ad esempio tra i candidati di ieri il più “anziano” è stato un 47enne.
Gli aspiranti che ci hanno riprovato per la seconda volta sono stati più di un quarto: il 26% è al secondo tentativo di ammissione, ma ci sono anche 23 studenti alla quarta volta, a dimostrazione della difficoltà del test. Nel caso di odontoiatria, la percentuale di coloro che è al secondo tentativo precipita al 10%.
Il test è consistito in 60 domande con cinque opzioni di risposta (una sola esatta), da completare in un’ora e 40 minuti di tempo. Le materie vanno dalla biologia (18 domande) alla chimica (12 domande), da fisica e matematica (8 domande) fino alla cultura generale (12 quesiti) e al ragionamento logico (10).
Le operazioni di accreditamento sono state lunghe e nulla è stato lasciato al caso in una procedura che ha comportato un notevole sforzo organizzativo: diverse aule, 18 docenti e 120 figure tecnico-amministrative hanno sorvegliato il corretto svolgimento della prova. Gli studenti sono stati posizionati in ordine di nascita (se gemelli o familiari, dislocati in aule diverse): impossibile copiare, anche perché le domande e le risposte, uguali per tutti, sono state consegnate in ordine diverso. Il test, iniziato alle 11, si è concluso alle 13. Quest’anno non si sono registrati quesiti come «che cos’è la grattachecca» o «come si chiama lo stadio di Rio de Janeiro», che avevano suscitato scandalo negli anni precedenti. —
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