«Noi non possiamo pagare per cani che non sono nostri»
Il sindaco replica al direttore sanitario del canile privato Madonna delle Guadalupe per i doghi argentini sequestrati in Liguria e per il loro mantenimento in struttura
CASTELNOVO SOTTO. «Castelnovo di Sotto si occupa e tutela i cani di propria competenza tramite un canile che ha una convenzione con l’ente. Non possiamo utilizzare i soldi dei cittadini castelnovesi per pagare il mantenimento di cani che non sono di proprietà del nostro Comune che si trovano all’interno di una struttura privata».
Non si è fatta attendere la replica del sindaco di Castlenovo Sotto, Francesco Monica, alla provocazione del veterinario Marco Catellani, direttore sanitario del canile privato “Madonna delle Guadalupe”, circa i 30mila euro abbondanti che la struttura attende siano pagati per 12 doghi argentini arrivati in seguito a un sequestro effettuato a Perinaldo, in provincia di Imperia. Comune che non paga per quei cani, anche in virtù di un pronunciamento del tribunale di Imperia che indica nel Comune di Castelnovo Sotto, sul cui territorio si trova la struttura che ospita i cani, chi deve provvedere.
«Il Comune di Castelnovo di Sotto è del tutto estraneo alla vicenda del sequestro dei cani, visto che gli animali provengono dal Comune di Perinaldo e che l’amministrazione ligure risulta ancora proprietaria dei cani confiscati. È quindi ad essa che vanno addebitate le spese di mantenimento degli animali» prosegue Monica.
Il sequestro risale al 30 giugno 2015, su disposizione del tribunale di Imperia da un allevamento di Perinaldo. Il 14 giugno 2016 il giudice dispone il loro trasferimento al canile Madonna della Guadalupe. Sentenza di cui il Comune di Castelnovo Sotto non è in alcun modo coinvolto e neppure informato. Il canile di Cogruzzo, dopo aver avuto in custodia giudiziale gli animali ed aver ottenuto il diritto di incassare la somma di 31.339 euro per la loro custodia, chiede di notificare il provvedimento al Comune di Perinaldo. Con sentenza del 16 aprile 2019 il tribunale di Imperia decreta però che spetti al Comune in cui si trovino i cani il pagamento delle spese del loro mantenimento, citando la sentenza 18167 del 2017 della IV sezione della Corte di Cassazione. «Sentenza che però riguarda un fatto analogo nella forma, ma non nella sostanza visto che in quella situazione gli animali sequestrati da un canile furono trasferiti in un’altra, ma all’interno del territorio di uno stesso comune» fa notare la nota del Comune. Il 13 maggio scorso il sindaco di Castelnovo Sotto ha inviato una richiesta di rettifica al tribunale avanzando perplessità sull’interpretazione data alla sentenza della Cassazione citata e si riserva di impugnare la sentenza nel caso vengano confermate le spese di mantenimento degli animali. «A questa richiesta il Tribunale non ha ancora dato risposta» conclude il Comune. —
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