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Il Pd provinciale di Reggio Emilia a rischio default per i debiti di FestaReggio

Evaristo Sparvieri
Il Pd provinciale di Reggio Emilia a rischio default per i debiti di FestaReggio

Il buco di FestaReggio manda in rosso il Pd. I collegio sindacale stronca i conti: «Incertezza sulla continuità operativa del partito»

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REGGIO EMILIA. Il vero campanello d’allarme è scattato il 22 luglio scorso, quando nel verbale della riunione del collegio sindacale sul bilancio chiuso al 31 dicembre 2018 il quarto paragrafo è stato titolato: “Incertezza significativa sulla continuità operativa del Partito Democratico Unione di Reggio Emilia”.

È qui che il collegio sindacale – composto da Lorenzo Sicomori, Valerio Fantini e Andrea Caroli – parlava di «grave situazione di squilibrio patrimoniale creata dalla inesigibilità dei crediti», di «aleatorietà degli incassi dai circoli per i tesseramenti e dagli eletti negli enti locali, anche a fronte di impegni formalizzati», con la conseguenza di una «mancanza di liquidità» tale da generare «l’esistenza di una incertezza significativa che fa sorgere forti dubbi sulla capacità del Partito democratico Unione di Reggio Emilia di continuare a operare come una entità in funzionamento».

Il buco di FestaReggio, insieme al calo dei tesserati e ad altri «fatti e circostanze che hanno determinato un drastico peggioramento della situazione economica e finanziaria», rischiano di trascinare nel baratro anche l’intero Pd di via Gandhi, che nell’ultima riunione della Direzione provinciale, convocata mercoledì, ha dato il via libera al bilancio, all’ipotesi di un piano di risanamento e a un odg sull’argomento.

Un risultato negativo limitato a 33.947 euro nel consuntivo 2018 rispetto alla perdita di 28.846 del 2017, di cui nessuno dei dem interpellati dalla Gazzetta ha voluto parlare pubblicamente, con la federazione che prova a restare a galla grazie al preventivo 2019, con un ritorno all’utile di 15.440 euro. Come? Attraverso un piano di rientro straordinario, già messo a punto, per il quale – sottolineano dal collegio sindacale – gli organi del Pd devono «attivarsi senza indugio», mettendo in campo «ogni attività giudicata utile e necessaria per la tutela della continuità operativa del partito».

Una perdita che, secondo il documento, affonda le radici in una molteplicità di cause, portando il patrimonio netto in negativo di 50.511 euro. A cominciare dallo stato di insolvenza del circolo FestaReggio, verso il quale il Pd vanta crediti per finanziamenti pari a 166.651 euro. Crediti considerati dal collegio «inesigibili», sebbene «al netto di specifici fondi svalutazione accantonati in esercizi precedenti, la perdita si riduce a 111.651 euro».

Un quadro al quale si aggiunge la decisione della messa in liquidazione della controllata Aliante Servizi srl, di cui il Pd provinciale è socio unico, a sua volta trascinata nel vortice FestaReggio. Secondo il verbale, la controllata ha chiuso l’esercizio con una perdita di 363.386 euro, a fronte di un patrimonio netto di 103.468 euro. Verso Aliante, il Pd provinciale vanta crediti per 72.202 euro e detiene una partecipazione iscritta in bilancio di 50mila euro.

Ma «entrambi questi importi devono essere considerati totalmente inesigibili». Un giudizio netto, nel quale si rileva che «sono presenti in bilancio fondi rischi generici per circa 107.000 euro, il cui utilizzo consente di ridurre la perdita totale sui crediti sopraesposti (Festa più Aliante) a circa 126.000 euro, non evidenziata in bilancio; di conseguenza il patrimonio netto si porta in negativo per 176.000 euro».

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