L’ultimo brindisi per salutare lo storico librario Gazzini
La dedica della moglie Maura con il calice in mano: «A Ivo, all’amore e alla vita» Esposte le bandiere del Pd. Il sindaco Vecchi: «Ci ha lasciato troppo presto»
reggio emilia. «Brindate con me: a Ivo, all’amore (chi ce l’ha, se lo tenga stretto) e alla vita». Così, con il calice alzato intorno al feretro di Ivo Gazzini, la moglie Maura Becchi ha concluso una cerimonia funebre al contempo commossa e calorosa.
In tantissimi, ieri, hanno partecipato all’addio al 66enne storico librario de “La vecchia Reggio”, impegnato politicamente tra le fila del Pd nella Circoscrizione 1, presidente provinciale Confesercenti e tra i fondatori di Iniziativa Laica. Il corteo a piedi si è formato nel parcheggio del cimitero di Coviolo, per concludersi in una saletta. A sfilare sulle note de “La vita è bella” di Nicola Piovani, dopo la moglie Maura che ha tenuto le mani appoggiate al carro funebre, numerosi reggiani, ex ed attuali amministratori. In primis il sindaco Luca Vecchi: «Non è facile trovare le parole giuste, ma già esserci testimonia grande sostanza. Ci lascia troppo presto e all’improvviso una grande persona: Ivo Gazzini ha rappresentato tanto per questa città». Maura Manghi, notaio ed ex consigliere comunale: «Ivo ha insegnato ai miei figli, quand’erano piccoli, la voglia di leggere, conoscere e informarsi. Se i miei figli sono appassionati di lettura è grazie a lui». Manghi, insieme al gestore dell’ostello della Ghiara Massimiliano Lombardo, ha appoggiato al feretro due bandiere del Pd. L’attuale assessore alla Casa, Lanfranco De Franco: «Mai banale, era sempre originale e interessante nei suoi contributi. Prendevi un caffè con Ivo e ne uscivi con stimoli nuovi». L’amico Federico Parmeggiani, militante Pd: «Nonostante il suo passato, Ivo era innamorato del presente e del futuro. Per me sarà durissima non vederlo in giro in centro il sabato mattina. Una eredità che ci ha lasciato è il senso di unione e di utilità: nel circolo Pd, dopo le discussioni più accese Ivo, era il primo che andavamo a cercare, perché con una risata o una battuta ironica ti risollevava. Un grande intellettuale: parola in disuso, in questo caso ben spesa». Dopo tanti abbracci, l’invito di Maura: «Non riesco ad immaginare come sarebbero stati senza di lui i 50 anni passati insieme. Vi invito tutti ad uscire, prendere un bicchiere di vino e rientrare per un brindisi. Ivo amava il vino, diceva che la vita è troppo breve per non godere di un buon bicchiere di vino. Brindiamo». —
Am.P.
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