Rubano il rame ma scappano condannato l’unico arrestato
BIBBIANO. Come autentici predoni hanno tranciato e sfilato dalle canaline il rame, devastando parte dell’impianto elettrico perché si sono impossessati di sette cavi di rame, lunghi, ciascuno, un metro e venti centimetri. Un furto da oltre 30mila euro finito con l’arresto di uno solo dei responsabili, essendo gli altri scappati a gambe levate. Ad agire sarebbero stati in quattro ma ad essere arrestato è stato il rumeno 38enne Adrian Victor Iosub, che risulta domiciliato a Bresso, nel Milanese. Il 38enne ha patteggiato una condanna a 1 anno 4 mesi, come disposto ieri dal giudice Silvia Guareschi. Durante la convalida si era avvalso della facoltà di non rispondere ed i suoi difensori (i legali veronesi Sara Barbesi ed Enrico Avolio, in sostituzione del collega Emanuele Luppi) si erano opposti alla convalida dell’arresto affermando che Iosub non era stato visto commettere il furto ma trasportava solo la refurtiva. Una disputa legale visto che il pm Giacomo Forte aveva chiesto il carcere per il rumeno, mentre la difesa aveva proposto gli arresti domiciliari nell’abitazione della compagna a Bresso. Richiesta poi accolta.
Certo è che quella compiuta è stata una vera e propria razzia. Nel mirino dei malviventi la ditta “Gamma meccanica” che progetta e realizza linee per la produzione di materiali isolanti e per la rigenerazione della plastica. Ad agire sarebbero stati in quattro, con movimenti sospetti che i carabinieri di Guastalla avrebbero intercettato già in territorio lombardo.
Monitorati erano un furgone Fiat Ducato e un’auto che ad un certo punto – siamo a inizio luglio scorso – si sono diretti verso l’azienda di Bibbiano. E nella ditta c’era il prezioso rame, rubato a mani basse per poi essere collocato sul furgone che ripartiva “scortato” dalla macchina.
Probabilmente i ladri pensavano di averla fatta franca, invece erano già inseguiti dai carabinieri che vedono il passaggio di due persone dal furgone all’auto, da qui la percezione che ad agire siano stati in quattro. Un inseguimento che si è concluso con il blocco del furgone, mentre l’auto riusciva a svignarsela. Ed è proprio nel furgone che i carabinieri trovano il rame. —
E.L.T.
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