Telefonia sul Crinale tra disservizi, vuoti e timori per il 5G
In questi giorni molti lamentano difficoltà di connessione Uncem chiede di contribuire alla mappatura della copertura
Ventasso. Dal micro al macro, da tematiche strettamente locali ad altre che toccano rilievo nazionale: si muove entro una forbice molto ampia il dibattito sulla telefonia, che in questi giorni è piuttosto vivace in Appennino.
Partendo dal micro, nei giorni scorsi ci sono stati disservizi per le frequenze Wind a Casina. Alcuni residenti ne hanno dibattuto anche sulla pagina Facebook “Sei di Casina se”. «Da lunedì sera dopo le 18 non riesco ad utilizzare linea Wind sul cellulare – ha scritto ad esempio Elena – e mi viene dato un messaggio “non collegato alla rete” oppure in certi momenti “solo emergenza”. Qualcuno ha riscontrato lo stesso problema in zona Casina? Giusto per capire se è un problema solo della mia sim». Un problema che hanno verificato diversi utenti a giudicare dalle risposte. Ma al di là del disagio momentaneo il territorio appenninico vede molte aree, a macchia di leopardo, in cui la copertura è molto debole se non inesistente, aspetto che conoscono bene anche gli escursionisti: in passato è accaduto in diverse occasioni che qualcuno che si sia trovato in difficoltà sul Crinale abbia dovuto come primo obiettivo per avvisare i soccorsi trovare punti in cui fosse possibile telefonare.
Ma la ricaduta è negativa soprattutto per quelle borgate e abitazioni in cui non è disponibile alcuna copertura per telefonia mobile: un problema diffuso tanto che Uncem, Unione nazionale comuni ed enti montani, ha lanciato la mappatura di queste aree a livello nazionale. Proposta rilanciata anche dal sito dell’Unione dei Comuni Appennino Reggiano. «Per contribuire alla mappatura – spiega Uncem – basta scrivere a uncem.nazionale@uncem.it indicando il luogo: il toponimo di un luogo, il nome di un borgo, la via, la strada, l’area, il nome di un rifugio, le coordinate gis, la zona dove i telefoni non prendono e dove gli operatori di telefonia devono investire. Se ne possono indicare anche più di uno, precisando dove si vorrebbe che le imprese installassero nuovi ripetitori, nuove strutture, gli opportuni impianti».
Su tutto ciò, si innesta anche un altro tema che viene affrontato da punti di vista diversi, a volte anche con timori da parte della popolazione: il prossimo 10 settembre partirà l’asta per l’assegnazione delle frequenze del 5G, l’ultima frontiera tecnologica per la telefonia. Lo standard di quinta generazione consentirà di avere velocità e prestazioni maggiori rispetto a quanto offerto dal 4G, lo standard attualmente in uso. Tra i 120 Comuni italiani che sul sito AgCom vengono indicati come luoghi di possibile sperimentazione, già in primavera era indicato il Comune di Ventasso, con il sindaco Antonio Manari che aveva spiegato di non aver ancora ricevuto comunicazioni ufficiale, e auspicava che «qualsiasi passaggio che veda coinvolto il nostro Comune venga prima discusso e trasmesso in modo formale. È un tema che crea timori ed è giusto che siamo messi nelle condizioni di conoscerlo meglio e poter così informare la popolazione».
Effettivamente il confronto sulle nuove frequenze è molto acceso a livello nazionale: il 5G viaggia su frequenze molto alte, mai usate finora, fino a 27,5 Ghz, mentre con il 4G si arriva al massimo a 2,6 GHz, quindi un’energia 11 volte superiore, ma che ha una “durata” di viaggio limitata. I rischi per la salute del 5G sono ancora da verificare, ma non mancano le perplessità. Come quelle espresse da Legambiente, secondo cui serve precauzione per valutare i reali impatti. La scienza ufficiale, attraverso l’Istituto superiore della sanità, in una recente audizione alla Camera ha sostenuto che le tante nuove antenne 5G, per le loro caratteristiche, sono un pericolo ancora più remoto per la salute rispetto alle attuali tecnologie. —
L.T.
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