Gazzetta di Reggio

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L’inchiesta shock in val d’enza 

Si tronca in due la perizia su pc e cellulari

Tiziano Soresina
Si tronca in due la perizia su pc e cellulari

Sono ora tre gli indagati che puntano su una forma tecnica (l’incidente probatorio) diversa da quella disposta dal pm Salvi

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Si sta profilando un doppio binario procedurale sull’analisi (e relativa copia forense) dei contenuti di telefonini, pc e tablet sequestrati a diciotto indagati dell’inchiesta “Angeli e demoni”.

Se la maggior parte dei difensori si sta attestando sul solco del sostituto procuratore Valentina Salvi (titolare dell’inchiesta su cui da oltre un anno lavorano i carabinieri) che vuole procedere con un “accertamento tecnico irripetibile”, sono però ora diventati tre gli indagati che – tramite i propri avvocati – hanno espresso l’intenzione di richiedere invece un “incidente probatorio”.

Presa di posizione emersa ieri nella terza “puntata” di questo sofferto passaggio investigativo in fase di indagini in cui l’avvocato Jenny Loforese (difensore d’ufficio dell’educatrice parmigiana 33enne Maria Vittoria Masdea) si riserva di chiedere l’incidente probatorio. Nelle due puntate precedenti questa prospettiva è stata ventilata dall’avvocato Nicola Canestrini (che tutela il correggese 34enne Francesco Monopoli, assistente sociale dell’Unione Val d’Enza) e dall’avvocato Rossella Ognibene ( difende la montecchiese 57enne Federica Anghinolfi, dirigente sempre del Servizio sociale dell’Unione Val d’Enza).

Tre indagati che potrebbero divenire anche di più, visto che vi sarà una quarta puntata nell’ufficio del pm Valentina Salvi, al quinto piano della Procura.

Quindi resta aperta la possibilità di chiedere nei termini di legge (10 giorni di tempo) che questo passaggio giudiziario avvenga sotto la forma tecnica dell’incidente probatorio, cioè davanti a un gip che nomini lui il consulente tecnico (e non il pm dell’inchiesta) e garantisca – secondo la difesa – un contraddittorio più ampio sulle verifiche da effettuare sulle attrezzature tecnologiche sequestrate.

In soldoni, per le tre difese occorre un “filtro” su queste operazioni per concentrarsi solo su materiali rilevanti (se individuati). Un “filtro” che sarebbe garantito più dall’incidente probatorio.

Mentre la Procura in questa fase dell’inchiesta intende procedere con un “accertamento tecnico irripetibile”, in cui è il pm Salvi che nomina l’esperto (già individuato nel perito Cristian Mauro) che dovrà analizzare i contenuti dei materiali tecnologici sotto sequestro.

Lo slittamento ulteriore del conferimento d’incarico per la perizia è coinciso anche – ieri mattina – con un altro “nodo” non ancora sciolto, cioè la perdurante mancata notifica della convocazione per un’indagata, cioè la psicoterapeuta 49enne Nadia Bolognini del centro Hansel & Gretel. —



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