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Addio a Mafalda Guidetti anima instancabile di Prato

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CORREGGIO. È morta all’età di 82 anni Mafalda Guidetti, personaggio assai noto a Prato e dintorni. Il decesso è avvenuto martedì sera mentre la donna si accingeva a sdraiarsi a letto. Da molti anni doveva aiutarsi con una bombola d’ossigeno a causa di una insufficienza respiratoria.

Eppure conservava una carica di positività che la portava ad amare la vita, a relazionarsi con le persone, a coltivare gli affetti familiari e le amicizie. La sua disponibilità a spendersi per le cause nobili era il frutto di una convinta adesione alla comunità dei credenti e di quella fede semplice e genuina cui era stata educata, in famiglia e in parrocchia.

In occasione delle Sagre di San Geminiano, San Luigi e della Madonna del Rosario si faceva di frequente promotrice di spettacoli teatrali, invitando ad esibirsi nella sala parrocchiale compagnie amatoriali specializzate nel teatro dialettale. Nelle medesime occasioni organizzava lotterie e pesche di beneficenza per raccogliere fondi per le missioni, per i ricorrenti lavori di restauro di chiesa e canonica e, soprattutto, per aiutare finanziariamente la sua istituzione prediletta: la scuola materna Santa Maria Assunta. Per un ventennio ha svolto con passione e dedizione il servizio di autista dello scuolabus, provvedendo al quotidiano trasporto dei piccoli e intessendo rapporti di amicizia con suore, maestre, genitori e bimbi.

Negli anni Ottanta fu tra i primi esponenti della comunità parrocchiale che si aprirono alla collaborazione con la sinistra locale, entrando a far parte del Comitato organizzatore della Fiera d’agosto, unica festa paesana a carattere laico. Questa convinta disponibilità a superare gli steccati ideologici, se all’inizio le attirò qualche critica, alla fine le valse però l’affetto e la stima incondizionata di tutta la popolazione.

Con lo stesso spirito non mancò di mettersi a disposizione della società sportiva Virtus Prato, allora operante con diverse formazioni di calcio e di pallavolo impegnate nei tornei del centro sportivo. Sulla sua auto si poteva perennemente contare per accompagnare ragazzi e ragazze agli allenamenti, alle partite, alle manifestazioni sportive, alle serate in pizzeria. Giovane tra i giovani, si trovò sempre a proprio agio pur nel continuo alternarsi delle generazioni: per tutti i ragazzi di Prato lei era la mitica Maf, o la Zia, un’amica dall’età indefinibile, ma dal sorriso contagioso e sincero, che facilmente conquistava.

Da due anni, dopo la frattura di un femore dovuta ad una banale caduta, non avendo potuto sottoporsi ad un’operazione chirurgica per la complessità del suo quadro clinico generale, si era ridotta a vivere fra le mura domestiche, assistita dalla fedele badante Anna e dai nipoti. Non aveva per questo rinunciato a rendersi utile ai compaesani, dispensando consigli e, quando occorreva, bonari rimproveri. Chi l’ha conosciuta sente che con lei non se n’è andata solo un’amica, ma una sorella, quasi una mamma.

Giovedì sera in chiesa a Prato è stato recitato il Rosario. Ieri mattina le esequie, seguite dalla tumulazione nel cimitero del luogo. —

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