Stanziamenti per far fronte al dissesto idrogeologico
Finanziamenti per le casse sull’Enza a Montecchio, per la frana di Mazzalasino (Scandiano) e per la messa in sicurezza di aree a Baiso
MONTECCHIO. Soldi in arrivo per la messa in sicurezza del territorio a livello nazionale. Per l’Emilia Romagna sono stati stanziati 21 milioni di euro. I finanziamenti riguardano anche i territori comunali di Montecchio, Baiso e Scandiano.
INTERVENTI REGGIANI
In particolate, in provincia di Reggio Emilia sono tre gli interventi programmati: 600 mila euro serviranno per «interventi di manutenzione straordinaria della vegetazione ripariale e nelle aree d’espansione delle casse e di riequilibrio idraulico-ecomorfologico del fiume Enza a valle del ponte di San Polo», nei territori di Montecchio e Montechiarugolo; un milione di euro servirà per mettere in sicurezza il primo stralcio del dissesto idrogeologico che coinvolge due località del Comune di Baiso, Montecchio e Montecasale; altri 300 mila euro serviranno per il «completamento dei lavorii di consolidamento della frana di Mazzalasino», nel territorio comunale di Scandiano.
Dopo le diverse Conferenze dei servizi locali e grazie alla generale e capillare ricognizione pianificata e realizzata dall’Autorità distrettuale del Po nei mesi scorsi, in stretta collaborazione con Regioni, Province, Comuni, Commissari per le emergenze e Commissari straordinari dell’intero comprensorio, il ministero dell’Ambiente – proprio all’indomani della conferma del nuovo esecutivo – ha approvato e soprattutto finanziato per firma del ministro Sergio Costa l’insieme dei progetti strategici presentati dal Distretto del Po.
All’interno dei confini del Distretto del fiume Po sono una sessantina i progetti finanziati per un totale di oltre 94 milioni di euro, di cui dieci in Emilia Romagna, ventidue in Lombardia, cinque in Veneto, uno nelle Marche, uno in Liguria e ventuno in Piemonte.
Essenziale per mitigare il progressivo fenomeno del dissesto idrogeologico, la complessità di interventi di varia natura riguarda azioni mirate, estremamente concrete ed utili per gli equilibri socio-ambientali e di sviluppo del territorio come, ad esempio, la messa in sicurezza, la tutela ambientale, la sistemazione idraulica, il consolidamento dei versanti e arginali, le ricostruzioni delle scarpate, il rafforzamento delle sommità montane, la riduzione delle filtrazioni, l’incremento del corretto deflusso delle acque, l’adeguamento delle difese spondali, i drenaggi, la realizzazione di nuove chiaviche, l’attenuazione dei fenomeni alluvionali, il completamento delle opere di mitigazione del rischio caduta massi, eccetera.
CLIMA, UNA PRIORITA’
Particolarmente soddisfatto dell’andamento della fase di approvazione il segretario generale dell’Autorità distrettuale del Po, Meuccio Berselli: «Dopo il Piano invasi, questa approvazione rapida di ingenti e fondamentali interventi antidissesto dimostra che gli antidoti alle ripercussioni dovute ai mutamenti climatici sono una priorità da trattare come emergenza. Il lavoro fatto con Regioni, Province Comuni e promosso oggi dal Ministero – conclude Meuccio Berselli – è stato ottimo».—
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