Gazzetta di Reggio

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Il Pd provinciale stringe la cinghia ai circoli per sanare i conti in rosso

Evaristo Sparvieri
Il Pd provinciale stringe la cinghia ai circoli per sanare i conti in rosso

Ipotesi congelamento dei depositi accantonati in federazione: «Liquidabili man mano che procede la riduzione dei crediti»

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«Non si propongono compensazioni tra depositi e crediti dell’unione provinciale verso altri circoli. Si mantengono nello stato patrimoniale depositi e crediti, ma i depositi potranno essere liquidabili solo man mano che procede la riduzione dei crediti». Non solo l’ipotesi di una sottoscrizione straordinaria, coordinata dall’Unione provinciale, per mettere insieme una cifra che si aggiri intorno ai 150mila euro. Ma anche quella di un congelamento delle compensazioni nei rapporti fra debiti e crediti di alcuni circoli verso la federazione di via Gandhi. Così i circoli Pd della provincia sono chiamati a mettere mano al portafogli per risanare il debito della federazione provinciale, che secondo il consuntivo 2018 è pari a 33.947 euro, con una previsione di ritorno a un utile di 15.440 euro nel preventivo 2019. Un piano di risanamento per il quale, è sottolineato nel verbale del collegio sindacale dello scorso luglio, gli organi del Pd devono «attivarsi senza indugio», dal momento che il maxi-buco di FestaReggio, insieme al calo dei tesserati e ad altri «fatti e circostanze che hanno determinato un drastico peggioramento della situazione economica e finanziaria» rischiano di generare «una incertezza significativa che fa sorgere forti dubbi sulla capacità del Partito democratico Unione di Reggio Emilia di continuare a operare come una entità in funzionamento».

Le azioni messe in campo per evitare il baratro sono numerose. E nella cura dimagrante è contemplato anche il trasloco dalla sede di via Gandhi, per ridurre i costi e contenerli sui 15mila euro. Ma, oltre all’urgenza di una nuova sede – e al pari delle richieste di contribuzioni degli eletti (ai quali si chiedono anche 20mila euro di arretrati) – gli stessi circoli sono chiamati ora dar man forte ai conti del partito provinciale, anche in virtù del fatto che il collegio sindacale – composto da Lorenzo Sicomori, Valerio Fantini e Andrea Caroli – ha parlato di «grave situazione di squilibrio patrimoniale creata dalla inesigibilità dei crediti», di «aleatorietà degli incassi dai circoli per i tesseramenti e dagli eletti negli enti locali, anche a fronte di impegni formalizzati».

STORIA E PRESENTE

Fra i crediti considerati inesigibili, ci sono ad esempio anche 16.893,48 euro verso i Ds di Reggio Emilia, «non più esistenti», che per questo motivo il tesoriere dimissionario Pd, Maino Marchi, ha ritenuto opportuno cancellare. «Potrebbero essere valutati come simili anche i crediti verso il Pd nazionale (19.130 euro) – si legge nell’odg approdato in direzione provinciale – ma in tal caso essendovi un superiore debito verso il Regionale (54.387,96 euro), si ritiene di non procedere alla cancellazione del credito».

IL TERRITORIO

Numeri attraverso i quali la federazione di via Gandhi fa i conti con parte del proprio passato e con la sua attuale struttura regionale e nazionale, senza dimenticare ovviamente quelli che sono definiti i rapporti con i circoli territoriali. «Si era assunta l’ipotesi più negativa possibile – si legge ancora nell’ordine del giorno – nessun credito dei circoli saldato. Ovviamente era inverosimile. Già il 22 febbraio un circolo ha saldato la sua posizione. Inoltre le entrate delle primarie e l’impegno di corrispondere ai circoli che vanno al voto nel 2019 il 90% delle entrate nette di ogni circolo, così come di corrispondere agli altri circoli quote del 70%, 50%, 40% dell’entrate nette in base all’anno previsto di voto stanno determinando le condizioni per migliorare la situazione finanziaria dell’Unione provinciale». Secondo il documento, al 21 febbraio il credito esistente era di 148.871,24 euro, diventati al 4 aprile 112.901,28 euro, «più alto rispetto ai 92.273,91 del prospetto perché quest’ultimo dato considera anche i circoli che vantano un credito perso (sic!, ndr) l’unione provinciale, in molti casi per le primarie».

PRIMARIE

Proprio dopo le primarie «alcuni circoli hanno azzerato o ridotto i debiti verso l’unione provinciale, attingendo dai depositi presso unione provinciale (che sono passati da 87.477,93 euro a 74.503,32 euro). Sono i circoli 1,4,7,8 della città oltre ai circoli di Albinea e Bagnolo. Resta ancora una possibile compensazione con i depositi presso l’unione provinciale e i debiti verso l’unione provinciale per 344,83 euro relativa al circolo 7 che porterebbe a ridurre i 112.901,28 euro di crediti dell’unione provinciale a 112.556,45 euro». Una cifra, quest’ultima, per la quale si usa il condizionale. Non solo perchè contempla 8.200 euro di prestiti dei circoli 4 e 5 a FestaReggio, «inseriti nei totali degli insoluti». Ma anche perché questi crediti, scesi a 103.543,69 euro al 3 luglio scorso, aprono la strada a quella che viene considerata «un’ipotesi di lavoro certamente problematica»: la compensazione dei crediti dell’unione provinciale verso i circoli con il congelamento dei depositi dei circoli presso l’unione provinciale stessa, secondo un’ipotesi che riguarda i depositi dei circoli 1-2-4-6-8- della città, Unibon, Albinea, Bagnolo, Campagnola, Quattro Castella. In totale, 74.503,32 euro, meno i circa 344 euro del circolo 7 «già considerati», per una cifra pari a 74.158,49 euro.

Nel documento si legge ancora che «non si propongono compensazioni fra depositi e crediti fra depositi e crediti dell’Unione provinciale verso altri circoli», aggiungendo che «si mantengono allo stato patrimoniale depositi e crediti, ma i depositi potranno essere liquidabili solo man mano che procede la riduzione dei crediti». Operazioni interne al partito nelle sue ramificazioni, che portano i depositi a 89.500,20 euro. «Non si possono toccare quelli del comitato cittadino (campagna elettorale), quelli di Bella Ciao e Giovani Democratici, ma si possono pensare compensazioni/cessioni di credito con Canali per 5.487,2 euro e chiudere i conti dei circoli non più esistenti (Enia, Enel Act) per 2.786,47 euro». Con queste azioni «il totale delle “sofferenze” per mancati versamenti dei circoli passerebbe da 29.385,20 euro a 21.111,44 euro». —



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