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Al bar “Le Piscine” ladro svuota le slot e ruba le bottiglie dei superalcolici

M.P.
Al bar “Le Piscine” ladro svuota le slot e ruba le bottiglie dei superalcolici

L’incursione filmata dalle telecamere di sorveglianza Per il locale è l’ennesimo episodio di questo genere

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GUASTALLA. Furto con scasso al bar sport “Le Piscine” di via Sacco e Vanzetti. Il bottino è ancora in corso di quantificazione, ma si parla di svariate migliaia di euro, anche per i danni arrecati alla struttura. Un ladro solitario, dopo aver forzato la porta sul retro del locale, ha scassinato tutte le slot machine e il cambiamonete che si trovavano in un settore isolato dal resto del locale per fornire un po’ di privacy ai giocatori.

L’uomo si è impossessato di tutti i soldi contenuti nel cambiamonete e negli “hopper” delle slot, che contengono il jackpot. Non contento, si è spostato in magazzino, dove ha rubato alcune bottiglie di superalcolici. Il ladro è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, ma non era riconoscibile perché l’immagine era piuttosto sfumata. Data la natura del furto e il fatto che abbia agito da solo, potrebbe trattarsi di uno sbandato senza fissa dimora. Il malvivente è poi fuggito attraverso la ferrovia. A dimostrazione di questo, parte del bottino è stato trovato proprio nei pressi delle rotaie.

Ieri pomeriggio il bar è rimasto chiuso, dopo che il titolare, per tutta la mattinata, ha cercato di mettere ordine e di pulire nella sala slot. Il titolare del locale ha consegnato la chiavetta con le immagini dell’effrazione ai carabinieri di Guastalla, i quali sperano di ricavare elementi sufficienti a individuare l’autore del furto.

Nel frattempo il proprietario delle slot, a sua volta, non ha potuto fare altro che portare via tutte le macchinette danneggiate. Dopo un periodo di relativa calma di quasi 3 anni, il locale è stato nuovamente preso di mira.

Addirittura nel 2016 il bar sport “Le Piscine” di Riccardo Bernardelli fu depredato per ben quattro volte, ma nel corso di quei furti i malviventi avevano dato l’impressione di essere informati, di sapere come muoversi e di essere molto organizzati al punto che, per non essere individuati, avevano offuscato o spostato le telecamere di videosorveglianza.

Le effrazioni, all’epoca, avvennero in aprile, in ottobre e dicembre, nella notte di Santo Stefano.

In raid precedenti, la banda, forse la stessa delle altre tre effrazioni, seppur composta da qualche elemento in più, aveva alzato il livello: non si era accontentata di rubare sigarette o monete dal registratore di cassa.

Con l’utilizzo di flessibili i banditi avevano scassinato tutte le slot nel bar dalle quali avevano prelevato le cassette “hopper” con i jackpot delle vincite. —

M.P.

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