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Fiamme Gialle, Moro è il nuovo comandante

Il nuovo colonnello è arrivato dal comando di Milano Ieri l’avvicendamento con l’uscita di Roberto Piccinini

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REGGIO EMILIA. Cambio al vertice del comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Emilia. Dopo tre anni il colonnello Roberto Piccinini lascia la città con destinazione Roma dove andrà a ricoprire l’incarico di capo di Stato maggiore al comando tutela economia e finanza della capitale. Al suo posto si è insediato il colonnello Edoardo Moro che guiderà le Fiamme Gialle reggiane.

Il 46enne di origini pugliesi proviene da Milano dove per quattro anni si è occupato di inchieste per riciclaggio, frode fiscale, contrabbando e corruzione internazionale. In precedenza aveva diretto comandi in Lombardia, Puglia e Lazio svolgendo pure attività di docenza all'accademia del corpo dov'era titolare di un corso per ufficiali allievi.

L’avvicendamento è avvenuto ieri mattina in seguito a una cerimonia che ha avuto luogo nella caserma Borghi di via Mazzini, dove il lavoro di questi ultimi anni è stato determinante su più fronti. Prima di tutto contro la piaga della fatture false per “truccare” le basi imponibili da sottoporre a tassazione, oltre alla scoperta di evasori totali, lavoratori in nero e frodi fiscali per centinaia di milioni di euro sottratti al fisco e, quindi, a servizi pubblici quali sanità e istruzione di cui noi tutti facciamo uso. Un lavoro ricostruito anche nell’ultimo bilancio delle Fiamme Gialle di Reggio ancora sotto il comando di Piccinini. Come ribadito più volte dal colonnello uscente, infatti, Reggio Emilia è una terra ricca nella quale si è diffusa l’evasione fiscale. Solo nei primi cinque mesi del 2019 le Fiamme Gialle hanno conseguito risultati importanti sul contrasto alle frodi fiscali e all’economia sommersa. Complessivamente sono stati scoperti 89 evasori totali, principalmente nei settori del commercio e dell’edilizia. Un’enormità. Non si tratta di piccoli operatori economici marginali che operano per “spirito di sopravvivenza”, ma di persone cui fanno capo considerevoli volumi d’affari, tanto da realizzare basi imponibili sottratte a tassazione per complessivi 161 milioni di euro. Sono state denunciate alla procura ben 315 persone (di cui 4 in stato di arresto) per violazioni penali tributarie inerenti principalmente l’emissione o l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’omessa o infedele dichiarazione di redditi e l’occultamento o la distruzione di documentazione contabile. In tale ambito è stato accertato come il ricorso alle fatture per operazioni inesistenti rappresenti uno strumento di frode molto diffuso nella provincia di Reggio Emilia. —

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