Le piogge regalano funghi in abbondanza e la festa del porcino è un successo
L’evento è stato organizzato da Pro loco e Valle dei cavalieri. Oreste Torri: «I boschi del crinale sono affollati dai cercatori»
Ventasso. «Nonostante il tempo non sia stato proprio eccezionale, la festa è stata un grande successo, siamo molto contenti». Così il vicepresidente della cooperativa Valle dei Cavalieri di Succiso Oreste Torri sottolinea l’ottima riuscita della Festa del Fungo Porcino, tenutasi lo scorso weekend. Organizzata in stretta collaborazione tra la Proloco di Succiso e la Cooperativa di comunità, la festa ha offerto l’occasione di gustare piatti a base di funghi porcini, cucinati con maestrìa dallo staff della pro loco e dallo chef della Valle dei cavalieri, Emiliano Pedrini, di divertirsi insieme con musica e animazione, di acquistare tanti prodotti tipici dell’Appennino, a base di funghi e non solo: ad esempio il pecorino prodotto dalla Valle dei Cavalieri, un prodotto di altissima qualità ormai rinomato e apprezzato anche oltre il livello provinciale. Una festa che, grazie al fatto di svolgersi in spazi coperti, ha consentito un’ottima partecipazione nonostante sia stata segnata dalla pioggia in qualche frangente.
Ma un evento che ha anche un valore che va oltre i giorni della manifestazione: di fatto apre la stagione autunnale, che in Appennino offre molteplici occasioni per prolungare il richiamo turistico.
A partire da quello paesaggistico, con i colori che stanno gradualmente diventando quelli caldi dell’autunno, e in mancanza di perturbazioni consentono di trascorrere splendide giornate in montagna. E poi ci sono i prodotti tipici stagionali: in questo periodo sono proprio i porcini a esercitare un richiamo fortissimo tra gli appassionati.
«Al di là di chi è venuto a gustare i piatti tipici – conferma Torri – in questi giorni i boschi del crinale sono affollati da cercatori. Le piogge dei giorni scorsi hanno generato una forte “buttata” e si trovano tanti porcini e non solo».
Anche i ristoranti del territorio propongono piatti a base di porcini locali, dai funghi fritti al risotto, scaloppine e polenta con contorno di funghi. E si può dire che si tratta solo dell’“avanguardia” di eventi che arriveranno nelle prossime settimane: dalle castagne ai tartufi, e anche le feste dedicate alla selvaggina come quella del cinghiale a Villa Minozzo. Ma la festa celebrata a Succiso ha un forte significato intrinseco, per un paese esempio di attaccamento e resilienza in Appennino: nel 1920 è sopravvissuto al terremoto.
Nel 1954 invece è stato devastato da una frana che ha portato all’abbandono del borgo per costruire “Succiso nuovo”, con la pervicace volontà di rimanere a vivere sotto l’Alpe. Poi, a inizio anni ’90, il rischio di morire per spopolamento e assenza di opportunità di lavoro: nel 1991 chiude l’ultimo bar.
Ma questo porta a una reazione straordinaria, la nascita della cooperativa Valle dei Cavalieri. Da allora i soci sono diventati 56, con 7 dipendenti fissi oltre all’impiego occasionale di collaboratori.
La cooperativa nel corso degli anni ha promosso l’attività del suo agriturismo e ristorante sperimentando anche nuove offerte turistiche in collaborazione con il Parco nazionale del quale è centro visita. Ha sviluppato un’azienda agricola che ha consentito la produzione di pecorino Dop, ampliato i suoi ambiti acquistando un pulmino per il trasporto alunni e il rifornimento dei medicinali per gli anziani del paese. —
L.T.
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