Pd, il bilancio in rosso e i conti irreversibili del circolo FestaReggio
Il collegio sindacale sul consuntivo dem: «Crediti inesigibili» Il tesoriere della festa scrive: «Serve tempo per il rimborso»
REGGIO EMILIA. «Nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019 si è manifestato in modo irreversibile lo stato di insolvenza del circolo FestaReggio verso il quale il partito vanta crediti per finanziamenti per euro 166.651; tale importo è da considerare totalmente inesigibile ma, al netto di specifici fondi svalutazione accantonati in esercizi precedenti, la perdita si riduce ad euro 111.651». Lo scrivono nero su bianco Lorenzo Sicomori, Valerio Fantini e Andrea Caroli, ovvero i componenti del collegio sindacale che il 22 luglio scorso hanno redatto il verbale sul bilancio del Pd provinciale di Reggio Emilia, chiuso al 31 dicembre 2018 con un risultato negativo di 33.947 euro, ma con la prospettiva di un ritorno all’utile nel preventivo 2019 di 15.440 euro. . «SENZA INDUGIO»
È questo il documento nel quale si parla di «grave situazione di squilibrio patrimoniale» per la federazione di via Gandhi, a tal punto da generare «l’esistenza di una incertezza significativa che fa sorgere forti dubbi sulla capacità del Partito Democratico Unione di Reggio Emilia di continuare ad operare come una entità in funzionamento», con il collegio che invita gli organi «ad attivarsi senza indugio per porre in essere il piano di risanamento straordinario» individuato dal tesoriere dimissionario, Maino Marchi, insieme a «ogni altra attività giudicata utile e necessaria per garantire la ripresa di una normale gestione sociale oltre che per la tutela della continuità operativa del Partito».
LA CONTROLLATA
Un buco, quello di FestaReggio, che ha trascinato nel baratro anche la controllata, Aliante Servizi srl, di cui il Pd provinciale è socio unico, che - scrivono ancora dal collegio sindacale – «in gran parte a causa del dissesto del Circolo FestaReggio» ha chiuso l’esercizio con una perdita di 363.386 euro, a fronte di un patrimonio netto di 103.468 euro. Verso Aliante, il Pd provinciale vanta crediti per 72.202 euro e detiene una partecipazione iscritta in bilancio di 50mila euro. E per la controllata, dopo aver sondato l’ipotesi di formare una newco o di affittare un ramo d’azienda, è stata decisa la messa in liquidazione.
LE MAIL
Quanto ai rapporti fra il Pd e FestaReggio – messa quest’anno in stand by dopo il trasloco dal Campovolo e la parentesi alle Fiere – se ne parla anche nell’odg approdato in direzione provinciale la scorsa settimana, dove viene data comunicazione di alcuni scambi di mail fra la stessa federazione di via Gandhi e il tesoriere del circolo FestaReggio, al quale a febbraio era stato chiesto «di dare riscontro sia alla certificazione del credito, che sulla tempistica con cui si ritiene possa essere rimborsato il credito». Una risposta alla federazione arriva il successivo 28 aprile: «Considerando l’ammontare degli insoluti di FestaReggio – scrivono dal circolo – ritengo non vi siano le condizioni, almeno nel breve-medio periodo, per rimborsare tale credito». Poi si aggiunge: «Faccio inoltre presente che FestaReggio ha rappresentato anche un momento politico di massima importanza per l’Unione provinciale del Pd. Anche i costi delle iniziative politiche in senso stretto sono sempre stati totalmente a carico di FestaReggio. Nella festa 2018 tali costi sono così rilevabili: installazione tenda dibattiti, arredamento e service 10.300 euro; costi iniziative politiche 8.375,70 euro; fotocopie 600 euro».
Il totale? 19.275,70 euro. Secondo il circolo, «se tale cifra la moltiplichiamo per le ultime cinque feste saremmo già a circa 100.000 euro. Va però considerato che negli anni precedenti i costi di allestimento della tenda dibattiti erano molto superiori (17.300 nel 2017). Va anche considerato che il circolo FestaReggio si è fatto carico negli ultimi anni dell’acquisto di attrezzature, di cui per il noleggio ai circoli Pd, ha beneficiato l’Unione provinciale. Quindi ritengo che l’Unione provinciale debba considerare anche questi aspetti nelle sue valutazioni».
IL FUTURO
Ma quale sarà il destino della kermesse? Qualche indizio è rilevabile nel documento che ha per oggetto quella che viene chiamata la “Prima ipotesi di piano di ristrutturazione dell’Unione provinciale”. È il documento in cui si ipotizza il cambio sede e in cui si fanno i conti con i ricavi in calo dai tesseramenti e con le contribuzioni degli eletti. Forme di entrate considerate certe, dalle quali sono esclusi invece futuri ricavi derivanti dal noleggio attrezzature, «perché - si legge - si tenderà a vendere ai circoli le attrezzature di proprietà della Federazione, in quanto il modello di Festa Provinciale a cui si sta pensando non prevede un’organizzazione con necessità di attrezzature proprie». —
E.Spa.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
