Spaccio, plotone di giudici si occupa di un caso
Per decidere sulla competenza territoriale non solo tre udienze preliminari ma anche due sentenze della Cassazione
REGGIO EMILIA. Della serie: i complicati paradossi della giustizia.
Come è emerso ieri in udienza preliminare, del caso del tunisino 30enne Hmaza Znaidi – accusato di aver comprato eroina a Modena, per poi piazzarla nel Reggiano fra il 2013 e il 2016 – si è occupato un autentico plotone di giudici e solamente sulla competenza territoriale, perché il processo vero e proprio è ancora da venire.
Sul finire del 2017 il nordafricano era stato arrestato per spaccio: il gip Giovanni Ghini aveva disposto gli arresti domiciliari, trasferendo però gli atti al tribunale di Modena ritenendo quella la sede dove avviare il giudizio. Ma il gip modenese – il 6 novembre 2018 – solleva il conflitto di competenza e chiama a decidere la Cassazione. Da questo momento accadono diverse cose: Znaidi finisce in carcere per evasione dagli arresti domiciliari ed è tuttora in cella, il gip Ghini inoltra una memoria in cui spiega i motivi che l’hanno portato a ritenere la competenza territoriale sul caso da radicare a Modena, infine la prima sezione penale della Cassazione si esprime sul “nodo” – il 2 aprile di quest’anno – ritenendo competente sulla vicenda il tribunale di Reggio Emilia. Ma non è finita qui, perché l’avvocato difensore Federico Bertani viene avvisato che la Cassazione si pronuncerà nuovamente sul caso, alla luce della memoria presentata dal gip Ghini. A questo punto l’avvocato Bertani nella già fissata udienza preliminare del 20 maggio scorso – a Reggio Emilia – non può far altro che chiedere un rinvio al gup Luca Ramponi, in attesa che giunga anche la seconda decisione della Cassazione. E il 13 giugno la Suprema Corte cambia nuovamente le carte in tavola, ritenendo competente il tribunale di Modena.
Una “girandola” di decisioni che ieri hanno ovviamente portato il gup Ramponi a trasferire nuovamente (ma stavolta definitivamente) gli atti a Modena, dove Znaidi sarà processato. Allarga le braccia, a fine udienza, il difensore Bertani: «Non capita certo tutti i giorni – dice il legale – che a distanza di poco tempo siano stati adottati due provvedimenti discordanti sullo stesso caso». Sempre in tema di magistrati, sul piano investigativo della vicenda se n’era occupato sinora il pm Giacomo Forte, a cui ora subentrerà un collega modenese. Insomma, almeno una decina di togati si sono occupati di questo tunisino con una sorta di specializzazione, perché i suoi traffici riguardano esclusivamente l’eroina. —
T.S.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google