Cuoco morto in scooter In arrivo dalla Moldavia i parenti di Nikolae Codau
Si attende il nulla osta della Procura per poter fissare il funerale del 44enne Lascia nel dolore la moglie e un figlio di dieci anni
reggio emilia. Stanno arrivando a Reggio Emilia, dalla Moldavia, i parenti di Nikolae Codau, il cuoco di 44 anni residente in città che ha perso la vita domenica sera in un incidente stradale sulla via Emilia.
Erano le 23 e Codau, che aveva appena finito il suo turno di lavoro al ristorante Oceania di Rubiera, stava tornando a casa. In sella al suo scooter Yamaha 250 la vittima stava percorrendo via Cartesio (così è denominato quel tratto di via Emilia) diretto verso Reggio quando all’improvviso si è trovato davanti una macchina; una Toyota Yaris guidata da una 26enne residente a Rubiera che procedeva in direzione opposta, verso Rubiera, e che, nello svoltare a sinistra in via Beviera, non si è accorta dello scooter e di fatto ha tagliato la strada la due ruote. L’impatto è stato violento; lo scooterista si è schiantato contro la fiancata laterale della macchina, ricadendo pesantemente sull’asfalto. Quando sul posto sono accorsi ambulanza e automedica, i sanitari hanno constatato che per l’uomo non c’era più nulla da fare: il 44enne è morto all’istante. La conducente, illesa ma sotto choc, è stata sottoposta alle analisi; l’alcoltest è risultato negativo.
Il corpo della vittima è stato composto al cimitero di Coviolo a disposizione del magistrato di turno, il pm Giulia Stignani; il nulla osta che restituirà la salma alla famiglia è atteso per la giornata odierna. Il magistrato non pare intenzionato ad eseguire l’autopsia, ma per tempi tecnici la pratica burocratica è ferma.
Alla polizia municipale di Reggio Emilia, che ha eseguito i rilievi dell’incidente stradale, è spettato l’ingrato compito di avvisare la moglie della vittima, Aliona Landa, che lavora come assistente sociale agli anziani, e il figlioletto di dieci anni. La famiglia abita in via Viganò 3, nel quartiere di Santa Croce. L’abitazione ieri è stata meta di un pellegrinaggio da parte di amici e conoscenti, con la comunità moldava che si è stretta intorno alla vedova.
La sera della tragedia Nikolae Codau aveva appena staccato dal lavoro. Nel ristorante, dove il cuoco era dipendente da quattro o cinque anni, è stato descritto come «un gran lavoratore, riservato ed educato, sempre corretto e disposto a dare una mano». Nel locale di via Matteotti Codau prestava servizio in cucina e aveva il compito di preparare i secondi piatti. Si distingueva per un buon rapporto con i colleghi, che sono rimasti addolorati nell’apprendere l’accaduto. Il titolare del ristorante Stefano Friggeri ha espresso l’intenzione di chiudere per lutto il giorno del funerale, da fissare. —
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