Giulio Bacicchi lascia il Prospero Wine Bar «L’ultima cena per il restauro della torre»
Lo storico titolare cede il locale dopo vent’anni a due giovani imprenditori: «Mi dedicherò alla mia azienda di catering»
Sformatino di Parmigiano-Reggiano, riso mantecato con lugànega, faraona, lambrusco, spergola e altre prelibatezze nostrane... Giulio Bacicchi si è congedato ieri sera dalla sua creatura, il ristorante Prospero Wine Bar, offrendo una cena a centocinquanta persone invitate dal Comitato per il restauro della torre di San Prospero che, grazie anche alla presenza del Rotary, ne ha ricavato le offerte di cinquanta euro a persona da destinare ai lavori di ristrutturazione. Alla fine di settembre il locale passerà in gestione a due giovani imprenditori reggiani che continueranno a proporre, con qualche innovazione, le eccellenze della nostra tradizione culinaria.
Invece Bacicchi, che ha compiuto 64 anni, si dedicherà interamente all’attività di catering che nel 2009 ha affiancato con successo alla ristorazione. «Ho deciso – annuncia – di concentrarmi sulla mia azienda I Love My Kitchen. Apriremo presto un ufficio anche a Milano. Lavorando in giro per l’Italia, e non solo, ho avuto la conferma del successo che i nostri prodotti hanno appena varchiamo i confini della provincia. Andrò avanti per questa strada, fatta di ricerca e di prodotti eccellenti. Resto poi aperto a nuove avventure. Il mio sogno resta aprire un piccolo ristorante al mare».
Bacicchi aveva aperto il “Prospero” vent'anni or sono nel locale un tempo occupato dal negozio di elettrodomestici del pugile Gino Bondavalli, già campione italiano ed europeo dei pesi Gallo e Piuma, che nella prospiciente “piasa céca” aveva combattuto nel 1941 uno degli incontri più spettacolari. Tra i suoi affezionati avventori annovera i giocatori, i dirigenti e i sostenitori della Pallacanestro Reggiana, della quale è sponsor e che da sempre vi viene a festeggiare le vittorie e i trofei.
La cena di commiato è stata un’occasione per ringraziare i tanti a cui è dovuta l’affermazione del ristorante: «È stato – spiega Bacicchi – il mio modo per dire grazie alla città per tutto quello che mi ha dato in questi anni».
La riconoscenza è rivolta in particolare a chi contribuisce a conservare ed accrescere il fascino della piazza San Prospero, da molti considerata la più suggestiva di Reggio, che al mattino e al sabato pomeriggio mostra con il mercato la sua tradizionale veste popolare, ma, una volta liberata dalle bancarelle, assume l’aspetto del “salotto buono” capace di attirare frotte di giovani e meno giovani nei locali, nelle annesse distese e nei negozi circostanti.
Perciò Bacicchi si augura che il restauro della torre cinquecentesca sia accompagnato da una riqualificazione della piazza che ne accresca l’attrattività. «Spero – spiega – che con l’annunciato restyling da parte dell’amministrazione comunale la piazza possa tornare a risplendere. Mi aspetto che sia rifatta bene e che si intervenga anche sulla qualità e sull’estetica del mercato, magari con banchi tutti uguali e più controlli sull’occupazione degli spazi e sui mezzi che gli ambulanti utilizzano per entrare e scaricare la merce. Purtroppo il mercato è decaduto da quando alla vendita di frutta e verdura è subentrato un commercio eterogeneo di scarsa qualità. L’attuale formula richiama un pubblico che poi non spende nei bar e nei negozi». —
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