Nella Cancelleria del Tribunale arriva il passaporto in aiuto dei disabili
E’ un documento per persone con difficoltà comunicativa Conterrà tutte le informazioni utili per i giudici tutelari
REGGIO EMILIA. Un passaporto per la vita, ovvero un documento informale a supporto delle persone con importanti difficoltà comunicative che non consentono loro di “raccontare direttamente la propria storia”. E in particolare per chi è sottoposto a tutela giuridica. È questa la novità introdotta da un paio di giorni nel Tribunale di Reggio Emilia, che accoglie questa sintesi preziosa tra i suoi documenti. Si tratta di uno strumento prezioso sia per le per le persone con disabilità sia per chi vuole relazionarsi con loro.
COS’è
Il nome “tecnico” di questo libretto è “Passaporto personale per la comunicazione” e il suo scopo è quello di offrire informazioni rapide, pratiche, utili per la famiglia e per tutti coloro che ne hanno bisogno. Così diventa facile rintracciare chi sono le persone a cui fare riferimento, chi potrà sostituire i genitori in caso di dipartita, l’eventuale sostituto amministratore di sostegno, l’esistenza o meno di un testamento olografo, i servizi sociali di riferimento, ma anche le abitudini quotidiane del titolare del Passaporto e informazioni di dettaglio sulle capacità di comunicazione, cosa ama e cosa non ama fare, come trascorre la giornata. Tutto nero su bianco in maniera chiara e immediata.
COME FUNZIONA
Su richiesta degli interessati, il documento verrà inserito nella cartella che raccoglie tutte le informazioni sulla persona con disabilità e sottoposta a tutela giuridica. Grazie a un’iniziativa speciale che tiene insieme il volontariato e il Tribunale, nel corposo faldone custodito dalla Cancelleria, ci sarà proprio il passaporto speciale in evidenza.
Sarà infatti il primo documento che il giudice tutelare vedrà aprendo il faldone, e questo faciliterà il suo lavoro, nonché la vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
I PROMOTORI
A volte bastano piccoli accorgimenti e la buona volontà per semplificare le procedure e accorciare le distanze tra cittadini e istituzioni. L’idea – per la prima volta messa in pratica nel nostro Paese – arriva da una proposta avanzata dalla Fondazione Durante e Dopo di Noi Onlus di Reggio Emilia, che insieme a DarVoce e ai volontari del progetto Non più Soli ha chiesto alla presidente del Tribunale, Cristina Beretti, e ai giudici tutelari di inserire una copia del Passaporto per la comunicazione all’interno del file della persona sottoposta a tutela giuridica.
IL COMMENTO
«È importante – sottolinea Innocenza Grillone, presidente della Fondazione Durante Dopo di Noi – che i giudici nel momento in cui prendono decisioni riguardanti persone con disabilità grave sottoposta a tutela giuridica, abbiano la possibilità di avere in un modo immediato notizie esaustive e aggiornate. Questo accordo va pienamente nello spirito della legge del dopo di noi».
I VOLONTARI
Per mettere le gambe a questo progetto iniziato da qualche settimana è fondamentale il ruolo dei volontari di Non più Soli: dallo sportello che presidiano all’interno del tribunale di via Paterlini assisteranno gli utenti in ogni fase e terranno costantemente aggiornato il documento. «I volontari di Non più soli – spiega Anna Ganapini di DarVoce – sono un esempio eccezionale di cittadinanza attiva. Il loro impegno alleggerisce la cancelleria del Tribunale e facilita il lavoro del magistrato. Non solo. Con il lavoro di sportello e aggiornamento aiutano famiglie e persone in difficoltà». —
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