Soldi per toccare una bimba, pedofilo alla sbarra
Un 75enne è accusato di tentati atti sessuali ai danni di una minorenne. Incastrato da un video della madre della piccola
Offriva 300 euro alla madre affinché gli permettesse di avvicinare la figlia di 11 anni, dichiarando apertamente di voler «toccare e baciare le parti intime» della bambina «ritenendola già una donna». Un pensionato italiano di 75 anni, incensurato, è stato rinviato a giudizio con la pesante accusa di tentati atti sessuali ai danni di una minore con meno di 14enne, con l’aggravante di promettere regali e denaro, più la continuazione del reato. I fatti risalgono alla fine del 2015 e si sono protratti per diversi mesi del 2016. Il pensionato stazionava sempre davanti ad un bar del quartiere Gardenia, dove la bambina, accompagnata dalla madre, era costretta a passare quotidianamente per recarsi a scuola e fare poi ritorno a casa. L’uomo si faceva trovare lungo il tragitto delle due vittime e le fermava sempre, offrendo somme in denaro (300, 200 o 500 euro) nonché piccoli regali per essere più convincente.
In una occasione l’anziano ha portato alla piccola delle calze, «non riuscendo nel suo intento per cause indipendenti dalla sua volontà e soprattutto per il netto rifiuto opposto in tutte le occasioni». La madre infatti ha sempre respinto scandalizzata le proposte indecenti dell’uomo, senza però riuscire a fermarlo.
«La signora si è rivolta alla nostra associazione: le abbiamo consigliato, come primo passo, di sporgere denuncia alla polizia», ha spiegato Roberto Mirabile, presidente della Onlus antipedofilia La Caramella Buona. La madre ha presentato denuncia alla Squadra Mobile della questura il 25 novembre 2015 ed è partita l’inchiesta.
Nel frattempo però mamma e figlia hanno continuato a percorrere quel tragitto, senza riuscire a evitare il pensionato. «La bimba era terrorizzata, tanto da non voler più andare a scuola – ha spiegato Mirabile – Alla madre esasperata abbiamo consigliato di filmare le avances con il telefonino, senza farsi notare. Cosa che ha fatto: nella primavera del 2016 la madre ci è riuscita, fornendo le prove utili per la formalizzazione dei gravissimi capi di imputazione».
Il pm Maria Rita Pantani ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per l’anziano «perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a compiere atti sessuali con la minore, offrendo in più occasioni alla madre la somma di 300 euro». Questa mattina inizierà il processo, davanti al tribunale collegiale, a carico del pensionato, difeso dall’avvocato Valentina D’Antoni del Foro di Bologna. «Con l’avvocato Monica Nassisi del Foro di Roma saremo in aula a fianco di questa mamma coraggiosa che ha combattuto per difendere sua figlia – ha proseguito Mirabile – Purtroppo, in quattro anni di attesa per ottenere il rinvio a giudizio, il pedofilo ha continuato a girare libero per la città, mentre mamma e bimba sono state costrette a trasferirsi in un’altra provincia per evitare di incontrare continuamente il pensionato che, a mio giudizio, andava messo in carcere». —
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