Covo di delinquenti Il questore di Reggio chiude il bar Elisa per quindici giorni
Sigilli al locale di via Emilia San Pietro per la terza volta Il motivo è il medesimo: clienti pregiudicati e attività illecite
Chiuso per quindici giorni perché luogo pericoloso per la sicurezza pubblica. La polizia di Stato ha apposto i sigilli, per la terza volta in tre anni, al bar Elisa di via Emilia San Pietro 69/a. Il provvedimento, emesso dal questore di Reggio, Antonio Sbordone, è una conseguenza di una serie di mirate indagini effettuate dalla Pasi, la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale di via Dante.
L’ultima verifica in ordine di tempo risale a martedì scorso, ma da tempo il locale è nel mirino di ripetuti controlli: già in precedenza era risaputo che si trattasse di «un abituale luogo di ritrovo di persone dedite ad attività illecite di vario genere, pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica», come recitano le attuali motivazioni della sospensione della licenza.
Da qui la decisione, da parte del questore in qualità di autorità provinciale di pubblica sicurezza, di disporre la chiusura temporanea e l’apposizione dei sigilli al locale, che resterà con le serrande abbassate per quindici giorni. In base all’ex articolo 100 Tulps (Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza) il provvedimento è stato notificato al titolare del bar Elisa, un cinese di 26 anni residente a Reggio.
Il bar Elisa non è nuovo alla cronaca. L’esercizio commerciale sotto i portici, situato in fondo a via Emilia San Pietro poco prima dell’edicola, era già stato colpito da analoga sospensione, di sette giorni, il giorno di San Valentino (14 febbraio) del 2017. Da allora le verifiche, sia notturne sia diurne, hanno constatato che l’esercizio pubblico è diventato un covo di pregiudicati, che stazionano per ore sia all’interno sia all’esterno, tanto da causare chiamate a raffica da parte dei residenti disturbati da bivacchi, schiamazzi notturni e risse. Sulle problematiche connesse alle frequentazioni del bar si è espresso in passato anche il Comitato cittadino di San Pietro, che più volte ha lamentato come quell’esercizio rappresenti una criticità e contribuisca al degrado di un tratto di centro storico afflitto da diverse problematiche di vivibilità.
L’anno scorso un avventore ubriaco che ha molestato i clienti con aggressività, fino all’intervento dei carabinieri, è stato l’ultima goccia che aveva fatto traboccare il vaso, dopo un anno di verifiche eseguite con cadenza regolare sempre da parte della Divisione Pasi con il supporto delle Volanti e del reparto Prevenzione Crimine.
I controlli, eseguiti nei mesi di aprile, giugno, luglio, settembre e ottobre, hanno confermato la nutrita presenza di avventori noti alle forze dell’ordine per i loro trascorsi penali e sempre gravitanti lì intorno. Perciò, il 27 novembre 2018, è scattata la seconda sospensione della licenza per dodici giorni, sempre per il medesimo motivo: il rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Ora è arrivata la terza sospensione della licenza: un passaggio significativo, che tuttavia non risolve il problema. Ricordiamo infatti che si tratta di una misura temporanea, su iniziativa del questore. Per legge, però, solo il sindaco di Reggio Emilia ha la facoltà di revocare una licenza commerciale in via definitiva. —
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