Prende forma il “Giglio” davanti alla chiesa di Brescello
Montata la struttura, alta 25 metri e pesante 40 quintali. Ora verrà addobbata Sabato e domenica sarà portata a spalle e fatta danzare da 120 “cullatori”
BRESCELLO. E’ iniziata ieri mattina in piazza Matteotti la costruzione del “Giglio” di Nola, che sarà protagonista delle due giornate di festa, sabato e domenica, in programma a Brescello. Il cantiere ha attirato l’attenzione di tanti passanti, che non hanno perso l’occasione di osservare da vicino come viene realizzato l’obelisco in legno – alto 25 metri e pesante oltre 40 quintali – che verrà fatto “danzare” da 120 persone che lo sorreggeranno. Il Giglio è il simbolo della fede e dell’amore per il santo patrono di Nola, san Paolino. Utilizzato in un primo momento come semplice ornamento dei ceri portati in processione, il Giglio è diventato, nel tempo, una vera e propria struttura lignea eseguita da artigiani, maestri d’ascia, carpentieri e falegnami sulla scorta di continue esperienze annuali determinate dalla buona o cattiva riuscita della struttura precedentemente realizzata.
I Gigli sono oggi costruiti sul sistema della “borda”, un’asse centrale sulla quale sono collegati tutti gli elementi strutturali in una condizione di maggiore stabilità ed elasticità. Tale sistema, introdotto per la prima volta nel 1887 per volontà del mastro carpentiere Filippo Cantalupo, costituisce l’elemento innovativo che cambiò radicalmente l’assetto strutturale del Giglio, rendendolo una struttura più flessibile e idonea a supportare gli sforzi e le tensioni interne determinate da forze dinamiche agenti sulla struttura, specialmente nello stato di moto.
I Gigli, infatti, vengono sollevati attraverso una serie di varre e varretielli, barre e barrette realizzate in legno di castagno e manovrati a spalla dai “cullatori”, nome che deriva probabilmente dal movimento oscillante prodotto, simile all’atto del cullare. L’ insieme dei cullatori, di norma intorno ai 120 uomini, prende il nome di paranza. Il Giglio, completamente smontato, è arrivato a Brescello con un trasporto eccezionale per permettere alla Botega d’arte nolana di poterlo costruire in loco . Terminata la costruzione dell’obelisco in legno, si procede poi con la vestizione del Giglio. Una volta conclusi, i vari elementi del rivestimento vengono apposti sul Giglio. Si parte dall’alto, fissando sulla cima del sesto pezzo l’elemento terminale che la maggior parte delle volte è costituito da una statua. L’elemento viene issato tramite una lunga e grossa fune, scorrevole sulla carrucola, sistemata all’estremità superiore della borda. Giunto in alto, è legato ad essa con muscielli e al telaio dai due operatori montatori, sistemati anch’essi all’estremità superiore della struttura. Il Giglio realizzato per l’evento di Brescello è stato progettato dal maestro Gennaro Giordano; la cartapesta è stata realizzata dal maestro Leopoldo Santaniello. —
Andrea Vaccari
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