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Quartiere Bisamar in rivolta per cambiare la viabilità

Adr.Ar.
Quartiere Bisamar in rivolta per cambiare la viabilità

Affollato incontro pubblico organizzato dalla minoranza sul problema del traffico Pronti a raccogliere firme per ripristinare la circolazione precedente alle modifiche

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SCANDIANO. Una situazione non semplice da vivere, fra smog, rumore e traffico costante. Si torna a parlare della viabilità del quartiere Bisamar a Scandiano, da quattro anni diventato suo malgrado uno dei fulcri del traffico locale. La chiusura dello storico passaggio a livello della stazione ha, infatti, tolto alla cittadina il principale collegamento fra le due parti dell’abitato e passare dal quartiere Cappuccini è diventata per centinaia di veicoli la soluzione più rapida.

Martedì sera i consiglieri di opposizione, Angelo Santoro ed Alessandro Zanni, hanno organizzato al circolo Bisamar, proprio nel cuore dell’area interessata, una riunione pubblica per parlare di questi argomenti. In campagna elettorale Santoro aveva fatto della questione il proprio cavallo di battaglia, promettendo ogni sforzo per riaprire il passaggio a livello. Ora, da minoranza, ha proposto questa assemblea per «ascoltare il parere degli abitanti e presentarmi in consiglio comunale con delle proposte concrete».

La risposta numerica è stata alta, un centinaio di persone si sono ritrovate al Bisamar, a conferma dell’interesse di chi quotidianamente si deve confrontare con un flusso veicolare intenso in quella che un tempo era principalmente una zona residenziale. Fra il pubblico, anche i capigruppo delle tre formazioni di maggioranza, Luca Monti del Pd, Marcello Gallingani di “Frazioni in Comune” e Silvia Venturi di “SiAmo Scandiano”. La serata si è rivelata per molti come un’occasione per sfogare difficoltà e fastidi dati dal radicale cambiamento vissuto negli ultimi cinque anni. «C’è sempre rumore, le auto vanno molto veloce, è difficile attraversare a piedi, l’odore di smog è forte e il traffico è continuo», hanno sottolineato diversi abitanti. Santoro e Zanni hanno poi aggiunto un tema, il calo del valore degli immobili: «C’è chi, esasperato, ha provato a vendere l’abitazione e ha scoperto che il valore è calato, perché l’area è considerata di minor qualità».

Come spesso accade in casi simili, l’emozione ha preso la mano, con momenti di discussioni vivaci. Alcuni residenti di via dell’Abate si sono lamentati dei parcheggi sui due sensi di marcia di via Palazzina, l’altra strada di collegamento. Altri hanno ricordato la recente sperimentazione primaverile, una modifica della viabilità che però ha convinto pochi. Si guarda anche ai paesi vicini, a Casalgrande: «Qui hanno chiuso il passaggio a livello per dei lavori alla stazione e hanno fatto un sottopasso che nessuno usa e in cui le auto non possono andare. A Casalgrande hanno fatto un sottopasso molto largo, è usatissimo e comodo per il traffico. Perché non si poteva fare qualcosa di simile?». Nel prosieguo sono arrivate molte proposte anche radicali, come quella di un momento collettivo in cui abbattere materialmente i muri che ora chiudono la vecchia strada.

Su un piano più realistico, qualcuno punta su una raccolta firme per chiedere il ritorno all’antico. I promotori Santoro e Zanni vanno sul concreto: a breve presenteranno un documento in Consiglio in cui chiederanno miglior e maggior segnaletica, la presenza semi-fissa di vigili urbani in zona e l’istallazione di rallentatori “larghi” nelle vie, che servano a ridurre la velocità senza creare rumori ulteriori. «Eravamo in tanti, vogliamo presentare queste proposte al consiglio sapendo che cento persone ci hanno ascoltato e attendono risposte» sottolineano. —

Adr.Ar.

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