Scandalo dei vigili, in lacrime in aula la compagna di Fabbiani
MONTECCHIO. È durata solo una decina di minuti – in tribunale a Reggio Emilia – la seconda udienza del processo sullo scandalo che ha travolto la polizia municipale della Val d’Enza.
La Corte – presieduta da Simone Medioli Devoto – ha nominato il perito (Vincenzo Ottaviani) che dovrà trascrivere la mole non indifferente di intercettazioni agli atti del procedimento. Il perito avrà 90 giorni di tempo per fissare su carta e su supporto informatico gli elementi significativi legati alle intercettazioni. Imputati e parti civili dovrebbero nominare prossimamente propri consulenti che seguiranno passo dopo passo questo momento importante del processo.
In aula è emerso che verrà cambiato il collegio giudicante che dovrebbe essere guidato da Cristina Beretti, cioè dal presidente del tribunale, dalla prossima udienza fissata per il 20 novembre.
Contro i tre ex vigili finiti alla sbarra e già tutti licenziati – Tito Fabbiani (vicecomandante), Annalisa Pallai (agente e compagna di Fabbiani) e Cristina Caggiati (comandante) – si sono costituiti parte civile non solo gli otto sindaci dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza (rappresentati dall’avvocato Franco Mazza), ma anche cinque agenti del Corpo, che sono tutelati dall’avvocato Ernesto D’Andrea.
Presenti in aula tutti e tre gli imputati: è apparsa piuttosto provata Annalisa Pallai che – al termine dell’udienza – ha lasciato in lacrime l’aula.
A dir poco nutrita la lista dei testimoni: 27 quelli proposti dal pm Valentina Salvi, 30 quelli richiesti dall’avvocato Aniello Schettino (difensore della Caggiati) e ben 80 le deposizioni su cui punta l’avvocato Giulio Garuti (difensori degli altri due imputati). Complessivamente, ben 137 testimonianze. Un numero che potrebbe essere “sforbiciato” più avanti. —
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