Cataliotti attinge da Tangentopoli «Il mio assistito è solo una vittima»
Si è ispirato ai processi di Tangentopoli («Venne inaugurata la fattispecie non codificata di concussione ambientale e il primo caso fu la richiesta di una tangente per un appalto relativo all’obitorio di Milano») l’avvocato Liborio Cataliotti per arrivare all’assoluzione di Kerong Chen.
«È stata pienamente accolta – rimarca l’avvocato Cataliotti – la tesi difensiva secondo la quale, pur essendoci la prova che l’imputato avesse consegnato profumi e denaro in favore della funzionaria della Prefettura, era stato a ciò indotto se non addirittura costretto dalla stessa, per il timore che le due pratiche di cittadinanza di moglie e figlio subissero indebiti intralci burocratici. Infatti, la prima domanda era stata immotivatamente bloccata e il timore di Chen era che si ripetesse lo stesso scenario alla successiva istanza. Del resto, non era stato Chen ad assumere l’iniziativa di offrire gli indebiti compensi».
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